sabato, Ottobre 31, 2026

Firenze, una serata surfando sulle note di Willie Peyote

FIRENZE – Un concerto di Willie Peyote procede a ondate. È come surfare in un mare in tempesta, ma alla fine trovare un porto sicuro.

Il suo rap incalzante, ironico, talvolta sarcastico e impietoso, ti fa attraversare mondi e percorsi difficili, dove non sai di essere precipitato. Riuscirai ad uscirne? Chissà! Willie Peyote ti offre una strada per rifletterci su.

Willie Peyote in concerto

Ecco, è quello che il suo concerto al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, di ieri sera, ti lascia dentro. Due ore di passione, musica, balli sfrenati e riflessioni che ti permettono di attraversare tutta la sua carriera, dai pezzi più classici a quelli più recenti dell’ultimo album “Anatomia di Uno Schianto Prolungato”, uscito lo scorso maggio.

Willie (il cui vero nome è Guglielmo Bruno) si presenta sul palco in bermuda e maglietta bianca ed attacca subito con “In Cerca di Uno Schianto”, tratto proprio dall’ultimo lavoro. Poi è un susseguirsi, una cascata, di pezzi che ti investono e ti travolgono, tra presente, passato prossimo e remoto: “C’hai Ragione Tu”, “Portapalazzo”, “Kodak”, “Preferisco non Sapere”, “Willie Pooh”, ma è con l’ironica, sarcastica e pungente “Io Non Sono Un Razzista Ma”, che punta il dito contro i luoghi comuni su razzismo e immigrazione, che più nessuno si trattiene.

In tanti seguono il testo, ripetono le parole e, intanto, si scatenano ballando. E dopo tutto questo sudore e movimento, seguito da “Luigi” e “Che Caldo Che fa a Testaccio”, un po’ di tenerezza, di intimità.

Arrivano “Burrasca”, “Tua Madre” e “Mi Arrendo”, scritta con Brunori SaS. La bagarre riprende con “Mai Dire Mai”, uno dei suoi brani più noti. Ma l’altalena tra presente e passato continua con “Ottima scusa”, “Semaforo”, “I Cani”, “Le Chiavi in Borsa”, “Grazie Ma No Grazie”, “La Tua Futura Ex Moglie” e, per chiudere il concerto, “Una Bella Giornata”.

Infine i bis: “C’era Una Vodka” e “Non c’è di Che”. Finisce così una intensa e non banale serata di musica, ricca di umanità e riflessioni sul mondo.

Willie Peyote, questa sera, ha compiuto un miracolo: ci ha divertiti e ci ha costretti a domandarci chi siamo.

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