lunedì, Novembre 9, 2026

“Homo Alien”: l’ultimo libro di Marcello Veneziani ai Poggiotalks

di Martina Lepore

POGGIO A CAIANO – L’uomo, per come lo conosciamo oggi, sta venendo gradualmente cancellato? A questa domanda ha risposto il giornalista e scrittore Marcello Veneziani all’interno del suo nuovo libro “Homo Alien. La sostituzione dell’umano in nove tappe”, che ha presentato per la prima volta alla terza edizione dei Poggiotalks, nella serata di sabato 7 novembre.

Veneziani si è prestato a rispondere ad alcune domande sulla sua figura di giornalista e pensatore. Particolarmente interessante è una sezione del suo sito personale intitolata “Senso e destino di un’opera (autobiografia intellettuale)”, in cui ha scritto: “a destra non gli hanno perdonato di essere intellettuale, e tra gli intellettuali non gli hanno perdonato d’essere di destra. Un disagio bilaterale che ha prodotto un perfetto isolamento da ambo le sponde, anche dopo che le rispettive identità sono andate in rovina”.

Lo scrittore Marcello Veneziani ospite ai Poggiotalks di Poggio a Caiano

Secondo Veneziani questo passaggio rispecchia un percorso di vita che è poi sfociato in un disagio bilaterale, riconducibile a due dinamiche: a destra manca attenzione e sensibilità nei confronti della cultura, mentre a sinistra si manifesta una preclusione di natura intollerante verso coloro che non condividono il pensiero degli intellettuali politicamente schierati a sinistra.

Da questa condizione, tuttavia, coglie anche un lato positivo: il giornalista sottolinea come abbia potuto conquistare un’indipendenza di cui oggi gode pienamente, che gli permette di non assecondare né l’una né l’altra tendenza.

Collegato a questo tema c’è quello del “ritorno”, alle radici e alle tradizioni, un elemento profondamente centrale e importante all’interno dei saggi di Veneziani. In una società “sradicata” come quella attuale, è importante che ci sia qualcuno — che mi verrebbe da definire “conservatore” — in grado di ricordare l’importanza di un luogo sentito come “la casa”.

Questo concetto non va contrapposto alla globalizzazione, per le implicazioni che oggi assume, bensì va inteso come una sorta di “compensazione” rispetto alla vita odierna. Abbiamo la necessità di trovare un equilibrio: abbiamo bisogno di luoghi che ci identifichino e che ci facciano tornare alle origini, al nostro “punto di inizio”.

“Homo Alien”, l’ultimo saggio di Marcello Veneziani presentato ai Poggiotalks

Secondo Veneziani, “avere il nulla di dietro di sé significa avere il nulla davanti a sé”. Il tema del “ritorno”, a tale proposito, si conferma come fondamentale: è una vera e propria filosofia di vita per il giornalista. Tutte le cose tornano e aspirano a tornare; si tratta, inoltre, di un chiaro percorso di vita che, anche quando si allontana dal proprio punto di partenza, conserva comunque un “conato” di ritorno nostalgico verso le proprie origini. Veneziani definisce l’uomo come “creature tornanti. Gli dei stanno, le macchine vanno gli uomini tornano. Gli uomini hanno bisogno di tornare”.

Siamo poi passati a un’ultima domanda, concernente proprio il tema della perdita dell’essere umano per come lo conosciamo oggi. Ho chiesto a Veneziani di esplicitare un doppio legame: quale sarà la prima cosa che l’uomo perderà — o che, secondo il suo punto di vista, ha già perso — e quale sarà invece l’ultima, quella che rappresenta il vero baluardo a cui l’umanità può aggrapparsi.

Per quanto riguarda la prima, ha indicato la coscienza di sé dell’essere umano, ovvero la capacità di riconoscere e comprendere la propria identità. Si tratta di una dimensione profondamente “schiacciata” dai meccanismi dell’intelligenza artificiale e delle macchine, che vanno a eliminare l’umanesimo, il pensiero, la fede religiosa, la civiltà e l’attesa. Per quanto riguarda invece l’ultima, la risposta è il “sentimento dell’amore”.

Secondo Veneziani, l’amore, essendo una forza così misteriosa che muove il mondo dagli inizi fino a oggi, non può in alcun modo essere sostituito o colmato dalla tecnologia. Le nostre personali energie spirituali amorose, che appartengono a ogni essere umano, sia nella capacità di dare sia in quella di ricevere, non possono essere ridotte alla macchina. Questa è l’ultima cosa che l’uomo rischia di perdere, anche nel caso in chi si trovi in “pericolo di vita”.

Successivamente, Veneziani si è prestato alla presentazione del libro nella sala delle Scuderie Medicee. “Homo Alien” affronta il tema della perdita dell’essere umano attraverso una tripartizione: dapprima quella dell’Uomo, poi quella di Dio e infine quella della Natura, percorrendo le strade che conducono dal presente al futuro. Per la prima volta nella storia dell’umanità, l’uomo rischia di perdersi in maniera “indolore”, sostituito semplicemente dalla tecnologia, che occuperà spazi sempre più ampi e in maniera illimitata, fino alla formazione di una “tecnosfera” che supera la netta e tradizionale separazione tra la vita e la morte.

È proprio da questo tema che prende avvio il viaggio attraverso nove punti di carattere umanistico e tecnologico, che conducono alla domanda definitiva: “cosa si può opporre alla sostituzione dell’uomo, cosa resiste all’avanzata della tecnica ed è irriducibile al suo dominio?”.

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