di Francesco Belliti
PISTOIA – Siamo alla vigilia della prima gara casalinga in campionato per la Giorgio Tesi Group Pistoia. Non poteva sicuramente presentarsi avversaria più temibile della nobile decaduta Cantù, ma è anche vero che un confronto del genere porta subito molti ricordi alla mente: tante partite memorabili nella massima categoria per una rivalità sportiva che ha origine nel gemellaggio tra la tifoseria brianzola e quella termale, con quest’ultima spesso imbucatasi in curva Firenze durante le partite più recenti.

Una sfida dal sapore di derby, dunque, con qualche elemento extra a renderla ancora più avvincente. Inutile negare infatti il significato che questa gara avrà per coach Nicola Brienza, nato, cresciuto e formatosi proprio a Cantù sotto l’ala di Pino Sacripanti per poi iniziare da lì la sua carriera di capo allenatore. Dalla Toscana, precisamente da Viareggio, è invece partito il suo collega Marco Sodini, tornato in Brianza dopo tre ottime annate a Capo d’Orlando. Anche l’attuale idolo dei tifosi biancorossi Jazz Johnson ritroverà la sua ex squadra, dove l’anno scorso ha iniziato la sua esperienza fuori dagli States.
Ex importanti, quindi, in una partita che vedrà una Pistoia in un grande stato di forma affrontare quella che è a tutti gli effetti la più imponente corazzata di tutta l’A2. Andiamo a vedere perché.
Gli avversari di domenica: Pallacanestro Cantù
Reduce da una cocente retrocessione nella complicata stagione del Covid, Cantù ha dimostrato da subito di voler essere solo di passaggio in A2. Per farlo, oltre ad affidarsi ad un coach che conosce benissimo l’ambiente, ha preso innanzitutto due americani di categoria superiore nel ruolo di play e di guardia. Da una parte Trevon Scott, regista atletico ed intelligente l’anno scorso rookie in Polonia, dall’altra Robert Johnson, che ha subito mostrato le sue grandi doti di realizzatore rifilando 33 punti a Capo d’Orlando nella prima giornata.
Il quintetto è poi completato dall’esterno Giovanni Severini, profilo espertissimo in A2, l’ala forte Matteo Da Ros, reduce da stagioni in A1 con Trieste, e il pivot Jordan Bayehe, classe ‘99 prelevato l’anno scorso dalla fucina di talenti della Stella Azzurra.
La panchina è tale solo dal punto di vista formale, perché la sostanza mostra altri potenziali titolari. Nomi altisonanti come la guardia Francesco Stefanelli (numeri importanti nella scorsa stagione a Rieti) il capitano Luigi Sergio (altro veterano della categoria), l’ala serba Stefan Nikolic (a luglio campione d’Italia con la Virtus Bologna, l’ex Sassari Lorenzo Bucarelli e il pivot con 115 presenze in Nazionale Marco Cusin, preso a gettone per sostituire l’infortunato Il’ja Boev.
Le parole della vigilia di coach Nicola Brienza

“Loro sono stati costruiti per risalire subito in A1 – ha così esordito il coach biancorosso – Non lo negano e ne sono pienamente consapevoli. Da parte nostra c’è un altro tipo di consapevolezza, quella di partecipare ad un evento importante cui ti devi presentare al meglio. Dopo Casale, ci sentiamo pronti a questa sfida. Ho sentito poi che molti tifosi verranno domenica al palazzetto: questo mi rende molto contento ma anche voglioso di essere all’altezza di tale pubblico”.
Sul confronto tra i due Johnson (Jazz e Robert): “Avranno le luci puntate addosso, ma non penso che decideranno loro la partita. Avranno un impatto importante, ma la gara la vincerà il roster che riuscirà ad avere i migliori contributi da tutti”.
Sulla sfida da ex: “Professionalmente l’esordio di campionato in casa con il pubblico ha già un sapore diverso: i primi minuti avranno una tensione molto particolare. Subito dopo arriva la sfida con Cantù, dove ho ancora tanti amici e conoscenti; ma voglio mettere da parte questo aspetto puramente personale. Da lunedì spero di poter fare qualche telefonata di scherno, altrimenti mi toccherà tenere il cellulare spento per qualche giorno”.
Su Utomi: “Fisicamente non è ancora al top, ma sta decisamente meglio rispetto a settimana scorsa. Non ho grandi aspettative, ma penso che possa darci qualche minuto in più rispetto a Casale. Ancora mancano delle sicurezze e tutto quello che viene è un di più”.
Sulla gara di Casale: “Nonostante sia naturale abbassare il livello di tensione con un vantaggio così ampio, mi sono un po’ arrabbiato nel quarto periodo. Abbiamo giocatori che sono chiamati a fare degli step in avanti: prima li faranno e prima avremo la possibilità di avere un roster importante dal punto di vista numerico. Dobbiamo essere bravi a rimanere nella partita, perché non sempre ci saranno tanti minuti per alcuni”.
Sulle ambizioni di Pistoia: “Da parte nostra c’è voglia di competere e di essere sempre protagonisti. La stagione sarà lunghissima e dovremo cercare di essere costanti: se manterremo questo trend allora mi aspetterei di fare dei bei playoff. Rimane il fatto che siamo una squadra giovane che sta dentro un percorso di crescita: vincere due partite non ha di certo cambiato ciò che siamo”.





