PISTOIA – Arrestato un imprenditore pratese, responsabile responsabile di falsificazione di documenti finalizzata all’evasione fiscale e contributiva ed al riciclaggio. Reato commesso fra l’aprile e il giugno 2015 in Polonia. Su di lui infatti pendeva un mandato d’arresto europeo emesso dalla dalla corte distrettuale polacca di Lublin Pachod.

L’uomo, Antonio Maniuca di 49 anni, originario di Crotone e residente a Prato, è stato rintracciato e arrestato dalla ‘Sezione catturandi’ dei carabinieri di Prato ed è stato tradotto presso il carcere della Dogaia a disposizione della Corte d’appello di Firenze che ieri ha deciso di non trasferirlo in Polonia.
L’arresto è stato convalidato e al 49enne è stato applicato l’obbligo di dimora nelle province di Firenze e Prato e con il divieto d’allontanarsi dal suo domicilio durante le ore notturne per dargli modo di poter continuare a lavorare come contabile di una ditta edile di Campi Bisenzio.
Dalle autorità legali polacche è emerso che da aprile 2015, al luglio dello stesso anno a Lublino insieme ad altri 4 calabresi, aveva organizzato una vendita di merci per riciclare danaro di provenienza illecita: sono state emesse fatture fittizie per 460.000 euro, intestate a una ditta (la “Stavby gm s.r.o.” con sede legale a Praga, capitale della repubblica ceca, per servizi mai effettuati. E’ il chiaro “modus operandi” della criminalità organizzata di casa nostra.
L’uomo già in passato era apparso sulle cronache di Prato quando fu arrestato dai militari del R.o.s. di Catanzaro poiché coinvolto nell’indagine “Stige”, sotto la guida del p.m. Nicola Gratteri, e che aveva portato alla cattura di 169 persone arrestate in varie città d’Italia ed in Germania per associazione a delinquere di stampo mafioso finalizzata ad una serie d’innumerevoli reati. In quella occasione si trattava di ‘ndrangheta (cosche Farao – Marinicola).



