mercoledì, Settembre 9, 2026

Brienza: “Torino un banco di prova, la sosta ci è servita”

di Francesco Belliti

PISTOIA – Quasi due settimane di sosta forzata per la finestra delle nazionali, che ha portato via sia Carl Wheatle che Joonas Riismaa. Per inciso, 7 minuti per l’inglese in due partite e zero invece per l’estone: valeva la pena fermarsi e sconvolgere il calendario per tutto ciò? Comunque per la Giorgio Tesi Group è finalmente arrivato il momento di tornare in campo, anche se la sfida è sicuramente tra le più ostiche. Dopo quasi tre anni dall’ultima volta in A1, Pistoia si contenderà la vittoria finale contro la gemellata Torino (ore 17 al PalaGianniAsti).

Coach Nicola Brienza (foto Giovanni Fedi)

Gli avversari di domani: Basket Torino

Tutti ricordano perfettamente il ripescaggio in A1 di Pistoia (retrocessa sul campo) a sfavore della salva ma anche fallita Auxilium. Da lì, un’immediata resurrezione dalle ceneri, con il patron della Dinamo Sassari, Stefano Sardara, che si prese l’impegno di risollevare le sorti del basket torinese. Dopo un brevissimo regno di due stagioni, condiviso anche in parte con una cordata turca guidata dal coach dell’Anadolu Efes Ergin Ataman, nel luglio del 2021 la proprietà del club è passata interamente nelle mani dell’imprenditore David Avino.

Per quanto riguarda la parte sportiva, dal suo ritorno in A2 Torino ha sempre lottato per le posizioni di vertice e, ovviamente, per la promozione. Nella stagione cancellata dalla pandemia, i gialloblu chiusero da primi in classifica, mentre in quella scorsa il sogno del ritorno in A1 si infranse negli ultimi secondi di gara 5 finale play-off contro Tortona.

Torino si è presentata in questa stagione con lo stesso obiettivo, seppur non facile vista la concorrenza. Partito coach Demis Cavina, al suo posto è stato preso il più giovane collega (classe ‘89) Edoardo Casalone. Nel suo curriculum una Coppa Italia di A2 vinta con Tortona da secondo di coach Lorenzo Pansa, una Fiba Europe Cup e una Supercoppa di A1 conquistate con Sassari da assistente di Gianmarco Pozzecco.

Un profilo, dunque, assolutamente valido, seppur alla prima esperienza da head coach, che può contare su un roster altrettanto all’altezza. Nello starting five ci sono due ex biancorossi: il primo è la guardia e capitano Mirza Alibegovic, che quest’anno viaggia a 12.8 punti di media; il secondo è il lungo Aristide Landi, anche lui oltre la doppia cifra ad allacciata di scarpa. L’altro italiano di peso è l’ex Cremona e Varese Niccolò De Vico, sceso quest’anno al piano di sotto e subito determinante con 10.5 punti di media e il 43% da dietro l’arco.

Stesse percentuali dalla lunga distanza anche per la point guard americana Trey Davis, classe ‘93 alla sua prima esperienza in Italia ma subito impattante con 12 punti e 5 assist a partita. La prima bocca di fuoco dei gialloblu è però il pivot Devon Scott: 13.9 punti e 8.3 rimbalzi per un vero e proprio dominatore d’area.

Dalla panchina per dare fiato agli esterni ci sono l’ex Bergamo Ruben Zugno, play del 1996 scuola Cantù, e la guardia classe 2000 Francesco Oboe. L’ala di ricambio è invece Daniele Toscano, alla sua terza stagione sotto la Mole ed in passato trascinatore in serie B della Valentina’s Bottegone nell’annata 2016/17. Il lungo di riserva è invece il ‘98 Giordano Pagani che, prima di Torino, aveva giocato a Milano (sponda Urania).

Torino è attualmente seconda in solitaria (con una partita in meno dopo il rinvio della sfida di vertice contro Udine) e a soli due punti dalla capolista Cantù, finora unica squadra a farle conoscere il sapore della sconfitta. Da allora (terza giornata) i gialloblu hanno inanellato cinque vittorie consecutive.

Le dichiarazioni pre-partita di coach Brienza

“Veniamo da una sosta tutto sommato positiva – così il coach biancorosso – Senza Carl e Joonas abbiamo fatto un lavoro più individuale e la prima settimana è volata. Quando siamo stati di nuovo al completo abbiamo iniziato a preparare la partita con Torino. Fino a mercoledì tutto bene, poi abbiamo dovuto fronteggiare gli acciacchi di Saccaggi e di Johnson e quindi abbiamo fatto un po’ di fatica”.

Sulle condizioni dei due giocatori: “Jazz ha avuto un malanno di stagione, mentre Lorenzo ha avuto un problema di tipo fisico. Mi sento di dare per certa la loro presenza, anche se inevitabilmente non saranno al top”.

Su Torino: “In classifica, sono dove dovrebbero essere. Hanno ambizione di salire e consapevolezza del loro talento. Conosco coach Casalone dai tempi in cui era assistente di Pozzecco: ha cercato di costruire Torino sulle caratteristiche di quella Sassari ed è stato bravo, secondo me, a realizzare questo progetto. La sua è una squadra davvero forte”.

Sulla partita: “Con Torino un esame? Direi più un banco di prova. Siamo contenti di giocare una partita come questa e speriamo di mostrarci all’altezza. Serviranno anche degli episodi favorevoli per portarla a casa, ma l’importante sarà disputare una bella partita. Dovremo essere bravi a limitare il loro gioco in post basso e la loro fisicità: abbiamo comunque dei buoni accoppiamenti”.

Sulla pausa: “Il mio pensiero è che questa sosta ci serviva e ci è servita per lavorare sia sulla tecnica che sul fisico. Abbiamo potuto mettere un po’ di benzina in vista di un mese di dicembre davvero importante. La squadra, da parte sua, non ha mai staccato dal punto di vista dell’attenzione e della concentrazione. Le avversarie ci temono? Noi dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo: evolvere e migliorare come gruppo. Quindi se gli altri migliorano, anche noi dobbiamo farlo. Ci piacerebbe arrivare a marzo o aprile che, raffrontando la partita in cui abbiamo vinto la Supercoppa e una delle ultime, ci rendiamo conto di essere diventati qualcosa di diverso, di meglio”.

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