mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, studenti in piazza: ” vogliamo risposte e una scuola più sicura”

PISTOIA – Disposti a mezzaluna di fronte al Palazzo di Giano, in piazza Duomo, oltre duecento ragazzi si sono dati appuntamento stamani, venerdì 4 febbraio, alle 9:30 per rivendicare il diritto ad una scuola più sicura, efficiente e soprattutto il diritto a manifestare pacificamente.

Due manifestanti

La manifestazione, in contemporanea in decine di altre città italiane, è stata organizzata dagli studenti delle scuole della provincia e segue i fatti di Torino e la morte di Lorenzo Parelli, il ventunenne schiacciato da una putrella nel suo ultimo giorno di alternanza scuola lavoro a Udine. Fatti che hanno lasciato il segno e spinto i ragazzi a manifestare.

Centrale la questione sicurezza scolastica. Dal Lorenzini di Pescia alle Einaudi a Pistoia sono molteplici le testimonianze che raccontano i frammenti di una scuola insicura e appesantita dalle dinamiche della pandemia. ”La situazione è disastrosa – denuncia Anna, studentessa del Liceo linguistico Lorenzini: in 5 anni non ho mai visto una classe sicura, adatta per fare lezione”.

Corridoi inagibili, classi chiuse perché pericolose e calcinacci che si staccano dal soffitto. ”È inammissibile – prosegue-. Come si può fare lezione se non si è al sicuro?”

Con l’arrivo dell’inverno, l’obbligo di areazione delle classi per le lezioni in presenza ha fatto riemerge l’incubo freddo. ”Nelle aule ci dovrebbero essere 18 gradi, ma per fare il ricambio d’aria si deve tenere aperte le finestre” – incalza Alessio, rappresentate del Liceo Forteguerri. I depuratori? ”Il ministro Bianchi ha detto sono scelte che spettano ai singoli istituti”, sottolinea.

Uno studente in piazza Duomo

Tra le scuole con più criticità il Forteguerri, le Einaudi e il Petrocchi. ” Servono interventi urgenti – spiega – ma i progetti saranno finanziati coi mutui Bei e i tempi inevitabilmente si allungano”.

Ad aggravare la situazione la reintroduzione all’ultimo della seconda prova, che, denuncia il rappresentante del Forteguerri ”è stata reinserita solo per fare sembrare che tutto vada bene”.

In piazza anche una ragazza universitaria, Camilla. ”A 10 giorni dalla morte di Lorenzo manifestiamo perché vogliamo che ci ascoltino, ma in tutta risposta ci prendono a manganellate”.

I fatti di Torino lasciano un forte rammarico nei ragazzi, e la morte di Lorenzo stringe la piazza in un cordoglio collettivo. Si chiedono risposte. Risposte per i ragazzi tornati a casa pestati durante la manifestazione e per una morte inaccettabile: ”non si può morire durante un’alternanza scuola lavoro”. (r.b.)

Un cartellone della manifestazione

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia