SAN MARCELLO – Incidente mortale sul lavoro nella cartiera Panigada in via Pesciatina 8, a San Marcello Piteglio, ai confini con la provincia di Lucca.
La vittima, Sandro Maltagliati, operaio di 58 anni, è stato investito da un carrello elevatore nel piazzale della ditta.

E’ successo poco dopo le 12.40 di oggi.
Secondo una prima ricostruzione, sembra che l’operaio sia stato investito – per motivi ancora da definire – dal muletto in fase di manovra nel piazzale della ditta, guidato da un suo collega
Immediata la richiesta di soccorso partita dagli stessi compagni di lavoro: il 118 ha fatto convergere sul posto ambulanza e automedica, che hanno fatto di tutto per rianimarlo. Ma troppo erano gravi le ferite riportate dall’operaio 58enne, che è morto subito dopo.
Sul posto i carabinieri di San Marcello e la medicina del lavoro della Asl servizi di prevenzione sicurezza luoghi di lavoro che aveva controllato la ditta negli ultimi tempi.
“Ancora un tragico episodio di morte sul lavoro – scrive il Vescovo sconvolge la nostra diocesi. Nonostante gli appelli, le regole e le richieste di attenzione non si ferma quella che non può che essere definita una strage”.
Così il vescovo di Pistoia, Fausto Tardelli, interviene sull’ennesima morte bianca.
“La dignità del lavoro, e quindi della persona, passa in primo luogo dalla sicurezza sul luogo in cui si lavora – ricorda il vescovo -. Se le regole, tante a dire il vero, che oggi disciplinano la sicurezza dei luoghi di lavoro, non danno i risultati e le garanzie minime bisogna cambiarle, migliorarle. In questo senso la politica deve fare di più, soprattutto nel dialogo con le parti sociali e le imprese che vivono ogni giorno questi problemi.
Infine mi rendo vicino con la preghiera e il cordoglio alla famiglia del lavoratore deceduto e di tutta la comunità colpita dall’incidente”.
“Nel suo discorso in occasione del giuramento il presidente della Repubblica Mattarella usò queste parole: ‘Dignità è azzerare le morti sul lavoro’ – ricorda Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana -. Un richiamo netto e severo che diventa ancora più stringente di fronte al dolore e alla rabbia per l’ennesima vita spezzata su un luogo di lavoro. Oggi anche un altro operaio edile è stato ricoverato in condizioni gravi dopo essere caduto da un ponteggio nel grossetano. “Il nostro impegno sulla salute, la sicurezza, la prevenzione, non arretrerà di un passo e assieme al nostro ci dovrà essere quello di tutti, istituzioni, società, datori di lavoro. Perché questa battaglia di civiltà e dignità si può vincere solo tutti insieme”.
“Abbiamo appreso che alla Cartiera Panigada di Piteglio si è verificato un incidente mortale – scrive in una nota il responsabile Slc Cgil Area vasta Firenze, Prato e Pistoia, Giuseppe Gentile – . Un lavoratore ormai prossimo alla pensione è stato investito durante i lavori sul piazzale esterno. Attendiamo l’esito degli accertamenti che gli organismi preposti dovranno eseguire ma evidenziamo che si tratta del secondo infortunio, questa volta mortale, avvenuto nell’arco di pochi mesi nella zona e nel settore cartario. E’ inaccettabile che nei luoghi di lavoro si continui a morire come nel secolo scorso. La salute e la sicurezza devono essere assunti come priorità, a partire dal non più rinviabile investimento sulla prevenzione e sulla formazione. Esprimiamo il nostro cordoglio alla famiglia e ai colleghi di lavoro”.
“Basta con i dati da bollettino di guerra – afferma Alessandra Biagini, segretaria della Cisl di Pistoia – La sicurezza nei luoghi di lavoro non deve essere un lusso ma una priorità, occorre più prevenzione ,repressione, vanno intensificate le verifiche, controlli ed ispezioni. Non possiamo risparmiare non assumendo ispettori e medici del lavoro. Un’azienda più sicura è anche un’azienda più produttiva e competitiva, è da tempo che chiediamo l’istituzione di una patente a punti che qualifichi le imprese. Investiamo sulla formazione, introduciamo anche la materia “Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro” fin dalla scuola dell’obbligo. La sicurezza sul lavoro deve essere una battaglia di tutti: sindacato, imprese, istituzioni. A nome di tutta l’organizzazione sindacale che rappresento lo sgomento, lwe condoglianze e la vicinanza alla famiglia del lavoratore scomparso”.
“Nell’esprimere la nostra vicinanza ai familiari dell’operaio morto in un’azienda di San Marcello Piteglio – afferma Luciana Bartolini, Consigliere regionale della Lega -desideriamo purtroppo segnalare come, in Toscana, tali accadimenti siano tuttora molto frequenti. Dopo un 2021 costellato da troppe vittime sul lavoro-prosegue il Consigliere-purtroppo anche quest’anno pare non ci sia un’inversione della tragica rotta e su ciò, tutti noi, dobbiamo attentamente riflettere. Non è pensabile, infatti, che una persona esca da casa per andare a lavorare-precisa l’esponente leghista-e che non ci faccia più ritorno a causa di un qualche grave incidente. E’ fondamentale, pertanto-conclude la rappresentante della Lega-che le Istituzioni, da quelle nazionali a quelle locali, adottino, dunque, le giuste contromisure per scongiurare questa impressionante serie di lutti”.
“La federazione di Sinistra Italiana di Pistoia esprime il dolore e la vicinanza ai famigliari di questo lavoratore da parte di tutti i propri iscritti per questa morte terribile e, allo stesso tempo, ritiene necessario ribadire con forza che non è accettabile che si continui a morire sul posto di lavoro. L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, che deve essere buono, stabile e, soprattutto, sicuro per la salute e la vita dei lavoratori. Le autorità competenti svolgeranno le indagini e assumeranno i provvedimenti di loro competenza. Dal nostro punto di vista ribadiamo che investire in sicurezza sul lavoro è un obbligo legislativo, morale, civile e contrattuale. L’aumento dello sfruttamento, il peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita, il ricatto del posto di lavoro, la precarietà, sono tra le cause principali dell’aumento degli infortuni, delle morti e delle malattie professionali. Deve essere fermata la strage giornaliera di lavoratori che si ammalano e muoiono per infortuni e malattie professionali. È inaccettabile che chi lavora rischi infortuni o perda addirittura la vita. Ci rivolgiamo ai servizi di prevenzione, alle istituzioni pubbliche: è necessario intervenire con urgenza. Basta morti sul lavoro!”.
“Quello che si è verificato oggi nella cartiera del comune di San Marcello Piteglio (Pistoia) è inaccettabile, come ogni morte sul lavoro. Sappiamo purtroppo che casi simili sono all’ordine del giorno ormai da diverso tempo, non solo in Toscana ma in tutta Italia. Nel 2021 il numero delle vittime sul lavoro è stato di 1404. Non sono numeri, ma persone. Per questo anche il Presidente Mattarella ci ha ricordato nel suo intervento quanto sia urgente intervenire perché si fermi questa strage. Dovremo dar seguito alle sue parole. Esprimo la mia più sincera vicinanza alla famiglia della vittima”, così Caterina Bini, sottosegretaria di Stato ai rapporti con il Parlamento e senatrice PD.
“La strage dei morti sul lavoro non si ferma. Oggi ci stringiamo alla famiglia del lavoratore di 58 anni residente a Pescia e vittima di un incidente sul lavoro in una cartiera nel comune di San Marcello Piteglio. Lo abbiamo fatto anche a Firenze, interrompendo la seduta del Consiglio regionale e osservando un minuto di silenzio.
I dati degli ultimi mesi ci impongono di continuare a lavorare per aumentare la cultura del valore della sicurezza sul lavoro; le regole vigenti non devono essere viste come semplici adempimenti burocratici ma come strumenti per tutelare le vite dei lavoratori. Oltre ai controlli ed alla formazione, serve un cambiamento culturale: il lavoro non è una merce ma dignità. Sentite condoglianze alla famiglia del nostro concittadino”. Così Marco Niccolai, consigliere regionale Pd, su incidente sul lavoro nella cartiera di San Marcello Piteglio.
Il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle in Regione Toscana esprime il proprio cordoglio per l’ennesima morte sul lavoro, avvenuta in una cartiera di via Pesciatina nel comune di San Marcello Piteglio. Il nostro pensiero va alla famiglia e ai colleghi dell’operaio di 58 anni, ai quali esprimiamo la nostra massima vicinanza in questo momento così tragico delle loro vite.
Il Partito Democratico di Pescia si stringe alla famiglia dell’operaio morto nella cartiera di Lanciole. “Sulla sicurezza sul lavoro – si legge in una nota – c’è bisogno di un cambio culturale perché troppo spesso non viene dato il giusto peso alle regole che ci sono, dando per scontato che sia solo burocrazia. I dati forniti dall’INAIL ci dicono che nel solo 2021 sono morte 3 persone al giorno sul lavoro e sono aumentate, anche se di poco, le denunce di infortunio. Questi dati impongono una riflessione e un lavoro serio sul tema perché queste tragedie non succedano più. Le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di questo nostro concittadino”.
“Ennesima tragedia ennesimo bollettino di guerra e continuiamo a non fare nulla – osserva Alessandro Grassini, presidente regionale ANMIL – Il Min. Orlando aveva promesso l’assunzione di 2100 ispettori ovviamente su tutto il territorio nazionale. Non ne abbiamo visto uno , ma qualora fosse stato vero il conto risulterebbe 107 province in Italia e se la suddivisione degli ispettori viene fatta in modo matematico a ogni provincia toccherebbe 19 ispettori. Sempre pochi , e quanti di questi sono formati per andare a controllare sul posto i macchinari e i posti di lavoro? E quanti sono solo degli amministrativi? Senza contare che qualcuno degli attuali andrà in pensione. Ma perora nemmeno l’ombra. Promesse promesse ma finora si continua a morire in guerra, si, avete capito bene la media dei morti sul lavoro sono di 4 al giorno, senza contare gli infortuni e le malattie professionali, se contiamo così non siamo più in guerra ma comunque una vera catastrofe…vogliamo continuare così?”
Intanto la cartiera ha deciso di sospendere la produzione per due giorni in segno di lutto.


