mercoledì, Settembre 9, 2026

Fattoria Il Cassero, un’eccellenza dell’agroalimentare pistoiese che guarda al futuro

di Marcello Paris

CASALGUIDI – Tra le tante eccellenze agroalimentari pistoiesi, c’è la fattoria Il Cassero. L’azienda è stata la méta della visita del senatore Patrizio La Pietra.

La visita del senatore La Pietra alla fattoria Il Cassero

Il Senatore, nella veste di membro della Commissione Agricoltura del Senato, sta compiendo una serie di visite alle aziende agricole del comune di Serravalle per conoscere e capire realtà e bisogni degli agricoltori. La conoscenza, ha detto La Pietra, può essere utile per aiutarli, dove possibile, a risolvere problemi legati a procedure burocratiche non sempre comprensibili e logiche nel loro dispiegarsi.

Fattoria Il Cassero, il casale

Seguire la visita ci ha consentito di conoscere questa azienda che si trova sulle colline sopra Casalguidi, nel comune di Serravalle Pistoiese, lungo la “Strada del vino e dell’olio”. L’azienda produce e vende olio, vino, carne di maiale e bovina di razza chianina a km zero. Infatti i bovini nascono in azienda dove sono presenti due tori da riproduzione. Diversamente, i suini vengono acquistati di pochi mesi ed allevati con mangimi propri fino a raggiungere il peso necessario. Tutti i prodotti sono venduti direttamente in fattoria oppure online. Se ci sono delle eccedenze queste vengono conferite ai negozianti.

Tutti i prodotti seguono la filiera diretta per tutte le fasi:dalla semina di orzo, mais e fieno per l’alimentazione degli animali, fino all’allevamento di bovini e suini per arrivare alla produzione di olio, che si avvale del marchio consorzio del Montalbano, e del vino con denominazioni Igt e Docg.

Ma vediamo più nel dettaglio le caratteristiche di questa fattoria che i due fratelli Paolo e Graziano Giovannetti, e fino a poco fa con il padre Rinaldo, conducono dagli anni 2000 ma la cui attività di agricoltori e ben più datata.

Fattoria Il Cassero, l’allevamento di maiali

La proprietà del Cassero si estende per circa 200 ettari mentre altri 50 ettari sono in gestione o in affitto. L’azienda ha 10 dipendenti ma la conduzione può essere considerata di tipo familiare sia per le caratteristiche di produzione sia per il rapporto con le maestranze. Naturalmente l’estensione dell’area richiede l’uso di mezzi meccanici i quali, come si può immaginare, hanno comportato investimenti consistenti.

L’estensione dell’area a vigneto occupa 20 ettari mentre l’oliveto conta 5000 piante: si producono circa 200 quintali di vino all’anno e circa 90 quintali di olio. Quest’ultimo, naturalmente, risente in modo considerevole dell’andamento della stagione, come quella appena trascorsa dove la produzione si è più che dimezzata. I bovini, tra fattrici e vitelli sono 200, i suini una quindicina. I bovini, come da disciplinare Igt, devono essere macellati fra i 20 e 24 mesi di età. Per la loro alimentazione servono giornalmente 9 quintali di fieno e 6 quintali di farine. Come si è detto tutto prodotto e macinato in azienda, salvo l’alimentazione dei vitelli nei primi mesi di vita durante i quali hanno necessità di generi particolari reperiti sul mercato.

Oltre al terreno con vigna, olivi e seminativo ci sono 100 ettari di bosco ceduo dal quale si ricava il “cippato”, una biomassa ecologica che può essere impiegata per il riscaldamento domestico e, quello proveniente da alcuni tipi di piante, per i vivai. La cura del bosco non ha solo valore economico ma ha l’importante funzione di salvaguardia biologica e geologica dell’ambiente.

I fratelli Giovannetti sono in procinto di allargare il vigneto mentre da qualche anno sono stati piantati alberi da frutto che da quest’anno dovrebbero entrare in produzione. Fra i progetti aziendali c’è la realizzazione di un laghetto per l’irrigazione, da ricavare ai margini della zona boscosa, laghetto indispensabile in considerazione della scarsità di acqua nella zona. Ma anche qui non tutto fila liscio per le pastoie burocratiche che rallentano le necessarie autorizzazioni, già concesse da Comune e Regione ma al vaglio della sovrintendenza paesaggistica. Questo preoccupa un po’ i proprietari perché si avvicina la scadenza “al fare” come previsto dalle autorizzazioni degli altri enti.

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