di Enrico Becchi
MONSUMMANO – Si dice che “Per ogni fine c’è un nuovo inizio”. Gli ultimi due anni di emergenza sanitaria hanno significato l’interruzione di molte attività. Ma sono anche molte le storie di persone che, in questa “fine”, hanno saputo trovare lo slancio per un nuovo inizio, fino al punto di costruire qualcosa di ancora migliore di quella che si sono lasciate alle spalle.

Un esempio di queste storie si può trovare a Monsummano Terme, dove il 19 giugno 2021, quasi esattamente un anno fa, Monica Cipriani ha deciso di riprendere in mano la sua vita inaugurando il negozio di abbigliamento “Mannequin”.
”Prima dell’emergenza lavoravo in un campionario a Prato, con contratto a tempo determinato”, racconta Monica. ”Pochi giorni dopo la scadenza dell’ultimo rinnovo, il 29 febbraio 2020, cominciò il lockdown. Nel corso dell’anno successivo fiere non sono mai state organizzate, e le presentazioni dei campioni sono sempre avvenute online. Ma, soprattutto, non sono stata richiamata per un nuovo contratto, e sono rimasta senza lavoro. Fino a che, nel 2021, ho saputo di una coppia che gestiva un negozio di abbigliamento a Monsummano e che aveva intenzione di rivenderlo. Mi sono detta che, in una situazione come la mia e in un periodo come quello, valeva la pena di correre il rischio. Così l’ho rilevato”.
Partito come punto vendita di articoli coordinati mamma-figlia, Monica ha deciso di ampliare l’offerta fino a vendere abbigliamento e accessori per donna e per bambini, con un occhio anche alla sostenibilità, all’italianità e al giusto prezzo. Tutti gli articoli, come racconta nel corso dell’intervista, sono “made in Italy” e l’abbigliamento da bambino è in cotone biologico. Inoltre, Monica cerca di vendere ad un prezzo giusto e accessibile.

In tutto questo, non sono mancate e non mancano sia difficoltà che vittorie.
”Nonostante che fossi una donna, di 45 anni, senza lavoro, e nonostante tutti gli aiuti che vengono promessi a donne che aprono un’attività, io non ho trovato alcun sostegno economico. E poi, sempre per motivi legati alla pandemia, questo primo anno di attività non è stato facile. Confesso che sono state tante le volte in cui sono tornata a casa sconsolata o ho passato notti quasi insonni. Però – prosegue Monica – sono anche tante le soddisfazioni. Il mio compagno, i miei genitori e alcuni carissimi amici mi hanno sostenuta. Mi fa star bene il fatto di aiutare le donne a vestirsi con qualcosa che le fa sentire a loro agio. E, nel tempo, con diversi clienti affezionati sono riuscita a creare una socialità che, in questi anni, vedevo un po’ persa sia negli altri che in me stessa”.
E nel prossimo futuro l’attività di Monica promette di arricchirsi ancora: proprio all’insegna della socialità, nel suo negozio intende allestire un piccolo angolo del tè. Una piccola novità, ma anche un passo avanti verso un modo che ha saputo costruire con passione, coraggio e perseveranza.









