di Ilaria Lumini
PISTOIA – Dopo il rallentamento dell’emergenza Covid la speranza era che i numeri potessero tornare finalmente a diminuire. Ma così non è stato. Nei primi sei mesi di questo anno le famiglie assistite dalla Caritas diocesana di Pistoia sono già 2.010. Un numero altissimo se si tiene presente che complessivamente nell’intero 2021 le famiglie aiutate sono state 2.340.
A fare il quadro della situazione è Giovanni Cerri, referente dell’osservatorio povertà e risorse della Caritas diocesana di Pistoia. Preoccupato che l’emergenza possa ulteriormente peggiorare con l’arrivo del freddo a causa dei rincari dell’energia.
Infatti tra i principali aiuti che l’ente diocesano fornisce alle famiglie in difficoltà c’è quello economico per il pagamento delle utenze: acqua, luce e gas.

E proprio nei giorni scorsi è arrivato un provvidenziale contributo di 50mila euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio. Ma non ci sono solo le bollette. La Caritas aiuta le famiglie anche per beni alimentari, visite mediche, farmaci, assistenza legale e qualunque genere di spesa sanitaria irrinunciabile come ad esempio gli occhiali da vista per i bambini.
Le famiglie che si rivolgono al centro di ascolto della Caritas sono sia italiane che straniere. Con l’emergenza Covid le due tipologie erano arrivate ad equivalersi, in questo ultimo periodo gli stranieri sono tornati ad aumentare (siamo attorno al 60%) a causa di arrivi di nuove nazionalità come quella ucraina, filippina, pakistana.
“Contrariamente al previsto – conferma Giovanni Cerri – nel post pandemia c’è un aumento delle richieste alla Caritas. Per noi si tratta di uno sforzo enorme, i nostri servizi sono tanti, a iniziare dai centri di ascolto, dove si fanno i colloqui con coloro che si rivolgono a noi e si capiscono i loro bisogni per poi attivare i vari sostegni”.

“Per quanto riguarda gli aiuti economici – prosegue Cerri – interveniamo in particolare sulle utenze anche con azioni di tipo educativo, spiegando alle famiglie come si legge una fattura e come si usa l’energia: più che il rincaro spesso è una cattiva gestione della risorsa a pesare. Ora abbiamo un po’ paura per l’inverno, per l’arrivo delle nuove fatture del gas che già arrivavano salate normalmente perché una famiglia, anche se usa parsimonia, in un trimestre invernale comunque si ritrovava a pagare qualche centinaio di euro”.
La Caritas gestisce anche la mensa dei poveri (circa 70 pasti al giorno), aperta a pranzo con possibilità di asporto per la cena, un dormitorio e una casa di accoglienza per uomini.
Un altro servizio importante è l’Emporio della Solidarietà, che ha la sua sede in Sant’Agostino.
“Con la pandemia siamo lievitati nei numeri – continua il referente dell’osservatorio povertà e risorse – L’Emporio, nato nel 2018, assisteva una media di 450 famiglie al mese. Questo settembre le famiglie assistite sono state 741, con generi alimentari a lunga scadenza. Le persone hanno una tesserina con dei punti loro assegnati, e ogni prodotto costa determinati punti”.

Con il post pandemia si pensava a un ritorno alla normalità ma i numeri come detto ha continuato ad aumentare. La Caritas Pistoia, come numero di assistiti, è terza in Toscana, dopo Firenze e Prato. “E Prato ha sempre avuto numeri più alti di noi, ma ora siamo molto vicini. I nostri sono per tre quarti nuclei famigliari di cui la metà con figli a carico” continua Cerri.
Un’altra emergenza pressante è la casa. “La priorità, quando sei in difficoltà – prosegue – è mantenere la tua casa perché poi trovarne un’altra è molto difficile: a quel punto non hai le garanzie economiche necessarie per ottenere un nuovo contratto di affitto. Negli anni passati abbiamo assistito a un boom di sfratti per morosità e in chi affitta è nata una grande diffidenza. Tanti ci dicono: aiutami a cercare la casa, ma se io vengo con te e mi presento come Caritas è quasi peggio”.
Una soluzione sarebbe l’edilizia popolare ma gli appartamenti sono pochi e le graduatorie lente: “A persone che sono in graduatoria adesso la casa popolare toccherà forse fra due anni e un affitto a Pistoia si aggira sui 600-700 euro, oltre alle spese di condominio. Per i senza dimora singoli riusciamo in qualche modo a trovare un posto temporaneo, anche nelle città vicine, ma per le famiglie è molto molto difficile. A una famiglia non puoi dare un tempo limitato, devi trovare una situazione più stabile. Anche se inserite nei progetti di accoglienza non troviamo velocemente per loro un’alternativa e invece che sei mesi rimangono anche due anni”.
Paradossalmente anche una persona con uno stipendio normale ma con dei figli e una moglie a carico non riesce facilmente a trovare una casa in affitto “perché secondo chi la deve affittare ha un reddito troppo basso. Il doppio stipendio, ovvero entrambi i coniugi con un lavoro, in molte famiglie non c’è”.







