Giorgio Tesi Group Pistoia

Metsla n.e.
Della Rosa 6 (3 punti, 1/5 dal campo, 1 rimbalzo, 2 assist in 19’) – Nella battaglia del PalaCarrara, un gladiatore come lui serve come il pane. La sua pressione su Wilson si fa sentire, specie nel secondo tempo. In attacco non trova molte fortune, anche se la tripla che infila ad inizio quarto periodo è fondamentale per Pistoia che ritrova il vantaggio e non lo lascia più.
Cemmi n.e.
Saccaggi 7,5 (13 punti, 6/13 dal campo, 5 rimbalzi, 5 assist in 37’) – A chi lo critica, perché c’è chi lo critica, andrebbe mostrata la partita di oggi per fargli capire dove sbaglia. In una gara ostica e bloccata come quella di stasera, la sua energia e la sua leadership fanno la differenza tra il volere e il potere. Lui attende pazientemente e, nel quarto periodo, indossa i panni del giustiziere appena intravede i primi spiragli nell’area avversaria.
Del Chiaro 5 (2 punti, 1/8 dal campo, 7 rimbalzi in 17’) – Un’insufficienza netta e che potrebbe essere anche più severa. Perché sono troppi gli errori in appoggio sotto canestro e quest’anno gli si chiede di non subire psicologicamente, come purtroppo fa, i momenti di difficoltà. Non era certo semplice contro un giocatore del calibro di Daniel, ma oggi si registra un brutto passo indietro nel suo processo di maturazione. C’è tutta una stagione, ovviamente, per imparare dagli errori.
Magro 7 (6 punti, 3/5 dal campo, 12 rimbalzi in 18’) – Parafrasando il coro che i suoi tifosi gli dedicano, “Pippo è a fuoco”. Lo è, e bene, il suo ruolo all’interno della squadra e stasera lo abbiamo visto nel modo più esemplare. Con Del Chiaro in crisi realizzativa e non solo, lui diventa la possente ancora di salvezza di Pistoia, restituendole pericolosità all’interno dell’intasatissima area avversaria. Per ben quattro volte, poi, crea seconde opportunità e assicura stabilità in difesa in un momento in cui i muscoli di Daniel potevano risollevare San Severo.
Allinei 6 (0 punti, 0/2 dal campo, 1 rimbalzo in 6’) – Pochissimo in campo, ma va comunque encomiato il suo atteggiamento in difesa, visto che si ritrova a marcare giocatori di grande qualità e tiene botta.
Pollone 7 (11 punti, 2/8 dal campo, 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata in 32’) – In certi frangenti della gara, come capita ormai regolarmente, è letteralmente insuperabile. Un vero e proprio spauracchio per gli esterni avversari, ma la cosa più straordinaria rimane il suo contributo offensivo. San Severo lo sfida al tiro e lui produce due bombe. 8 punti degli 11 totali arrivano nel primo tempo, a dimostrazione del fatto che può essere una risorsa nei momenti di magra. Con l’arrivo di Copeland, avere uno come lui in uscita dalla panchina sarà oro colato.
Varnado 6 (11 punti, 4/13 dal campo, 4 rimbalzi, 3 assist in 34’) – Doveva arrivare, prima o poi, il giorno in cui sarebbe sceso dall’Olimpo in mezzo ai comuni mortali. San Severo gli costruisce intorno un muro, mandando spesso Daniel in missione su di lui. Eppure nella sua peggior partita da quando veste biancorosso va comunque in doppia cifra, non concede nulla in difesa e dispensa palle sublimi ai suoi compagni. Stasera, citando Lucio Dalla, l’impresa eccezionale è stata essere normale.
Wheatle 7 (8 punti, 3/14 dal campo, 11 rimbalzi, 4 assist in 35’) – C’è poco da fare: Pistoia diventa una macchina inarrestabile appena lui alza i giri del motore. Ed è incredibile pensare a quanto riesce a fare nel secondo tempo, dopo aver limitato un tiratore come Bogliardi per tutta la partita. Nel momento, infatti, che il campo si apre e lui può sfruttare a pieno il suo atletismo, i biancorossi mettono le mani sul match.
Coach Brienza 7 – Comprende la stanchezza dei suoi ma trova comunque da loro una risposta emotiva importante in un finale in crescendo. Ma il primo mattoncino sulla vittoria lo mette con la pressione costante sui tiratori di San Severo, con un 2/14 finale da dietro l’arco che è determinante nel togliere al collega Pilot il maggior punto di forza. Nella battaglia tra strateghi, è quello che riesce a tirare fuori qualcosa in più dai suoi soldati.
Allianz Pazienza San Severo
Wilson 5,5 – Se non fosse per quello che riesce a combinare poco prima e poco dopo l’intervallo lungo, la sua sarebbe stata una gara davvero anonima. Il folletto giallonero mostra solo una piccola parte del suo talento: qualche frammento che però rende l’idea del suo grande valore.
Cepic 5,5 – Tanta voglia e tanta legna da parte dell’ex Eurobasket, spesso chiamato in causa nei momenti in cui Daniel riposa e il quintetto viene abbassato. Purtroppo non riesce a trovare continuità e conclude senza dare il proprio contributo in attacco.
Lupusor 6 – Non un giocatore spettacolare o particolarmente prolifico, ma estremamente funzionale. Il lavoro che lui e Daniel fanno su Varnado è certosino e praticamente privo di sbavature, tanto da poter diventare la chiave di volta della gara.
Sabatino 5,5 – Un moto perpetuo che cerca di dare sostanza alla manovra giallonera. Il play classe 2000 non manca di personalità e di grinta, ma lo 0/7 dal campo rende la sua prestazione dimenticabile.
Ly-Lee 5,5 – Grezzo ed inesperto, seppur con dei mezzi fisici impressionanti su cui potrà puntare ancora di più se saprà affinarsi. Il suo compito è allungare le rotazioni sui lunghi e nei pochi minuti in cui è coinvolto subisce giocoforza il più navigato Magro.
Fabi 5 – Il capitano giallonero, da importante terminale offensivo, stecca la gara. Non tanto per i soli 5 punti segnati, quanto per i pochissimi tentativi al tiro. Merito certo della difesa di Saccaggi, ma spesso ci si chiede se sia in campo.
Bogliardi 5 – Conoscendo il suo talento, l’attesa era tanta. Spesso però ci si scorda che ha solo vent’anni e che ha diritto più di altri a serate negative come questa. Gli errori più gravi li commette nel secondo quarto, quando San Severo può andare all’intervallo lungo con un discreto vantaggio e invece commette due falli molto ingenui che di fatto lo dimezzano.
Daniel 6,5 – L’ultimo a mollare nel palazzetto dove ha iniziato la sua carriera da professionista. Il pubblico, dopo averlo applaudito prima della palla a due, lo becca spesso e lui risponde con una gara potente, al limite del rabbioso. Regala anche uno splendido alley-hoop che riporta la mente a quella prima stagione di A1 dove il PalaCarrara sembrava lo Staples Center di Los Angeles.
Petrusevski s.v.
Arnaldo n.e.
Coach Pilot 5,5 – è arrivato a Pistoia con le idee chiare: sfidare i biancorossi al tiro dalla lunga, impedirgli di correre e limitare Varnado nel gioco dentro l’area. Una strategia non di facile attuazione ma che i suoi riescono ad eseguire per circa trenta minuti. Il problema è che, a forza di guardare ai punti deboli di Pistoia, non riesce a far emergere i punti forti della sua squadra.
(f.b.)





