mercoledì, Settembre 9, 2026

Multiutility, tra mercato e servizi essenziali: se ne è parlato al Circolo Le Fornaci di Pistoia

PISTOIA – Ad una settimana dalla votazione favorevole del Consiglio pistoiese sulla Multiutility, il tema torna al centro del dibattito.

Al circolo Le Fornaci la coalizione di Branchetti, unica a votare contro la proposta in Consiglio, ha organizzato un incontro ieri pomeriggio (26 ottobre) per approfondire i motivi del “no”, affrontando soprattutto il tema della finanziarizzazione dei servizi essenziali. Il dibattito, dal titolo “Acqua, rifiuti energia: quotazione in borsa o interessi del territorio?” si è posto come prodromico al secondo passaggio della vicenda, cioè la votazione sulla quotazione in borsa.

Ospiti del dibattito, i sindaci dei 3 Comuni dell’area dove si è votato contro la Multiutility: Lorenzo Falchi (Sesto Fiorentino), Riccardo Prestini ( Calenzano) e Guglielmo Bongiorno ( Cantagallo). A moderare il consigliere pistoiese Francesco Branchetti.

L’incontro al circolo Le Fornaci

“A Pistoia la questione è stata presentata come ineluttabile e dire che il Consiglio comunale aperto (per discutere dell’argomento ndr) non serve a niente è antidemocratico “, ha attaccato Branchetti. Nel suo intervento il consigliere ha ribadito inoltre che la scelta di delegare al privato la gestione dei servizi pubblici toglie la responsabilità politica della scelta.

Nel merito della questione è entrato poi il sindaco di Sesto Fiorentino Falchi. ” La logica del mercato – ha detto – non è compatibile con quella dei beni comuni. Non è il problema della nomina in sé della Multiutility – ha proseguito – è la sottostante logica: se si va sul mercato il fine deve essere sempre il profitto”.

A quanto ha detto il primo cittadino infatti una società di servizi quotata in borsa dovrebbe per forza rispondere a logiche economico-finanziarie facendo così passare in secondo piano l’interesse pubblico. “La quotazione porta più risorse rispetto agli strumenti di debito – ha osservato Falchi riportando la posizione dei favorevoli – Però, che condizione ha? Preferisco meno risorse se poi sono vincolato alle aspettative del mercato (profitto)”.

Ha parlato di forti carenze di ”metodo democratico” nell’iter della scelta il sindaco Prestini, ribadendo la mancanza di confronto diretto tra amministratori e cittadini. Prestini ha definito l’approvazione della Multiutility come una possibilità mancata per la Toscana di rinnovare la gestione dei servizi.

“Se l’innovazione – ha osservato – è la quotazione in borsa allora posso dire che sia una scelta storicamente sbagliata. Non so se ci saranno ripensamenti da parte dei Comuni favorevoli – ha aggiunto a proposito della quotazione in borsa – comunque la partita non la diamo per vinta e fino all’ ultimo vogliamo ribadire la nostra posizione”.

Più duro l’attacco del sindaco di Cantagallo, Guglielmo Bongiorno, che ha accusato la scelta della Multiutility come una direzione che giocherà sicuramente svantaggio dei piccoli Comuni (come appunto Cantagallo), già alla prese con forti carenze di servizi.

In quest’ottica, a giocare a discapito delle piccole realtà, sarebbero la finanziarizzazione della gestione e la necessità di raggiungere obiettivi di mercato. “O chiedo servizi o chiedo utili – ha commentato – È giusto che il bilancio comunale debba fare i conti con quello che le aziende ci chiedono?”, ha aggiunto, lasciando intendere che, invece di seguire i target privatistici, sarebbe prioritario decidere secondo le esigenze dei cittadini.

Nelle 1200 pagine consegnate al Comune -ha detto-: ” non cè una riga sull’estensione della rete idrica e a Cantagallo ci sono frazioni dove manca l’acqua pubblica. E non la portano – ha specificato – perché non rientrano dall’investimento. Il sistema deve essere ripensato alla radice – ha concluso Bongiorno – Ma si è voluto cercare una scorciatoia affidandoci manager senza scrupoli”. (r.b.)

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