PISTOIA – Una strada a Pistoia da intitolare a Paolino Taddei, il ministro degli Interni che nell’ottobre 1922 tentò di bloccare la marcia su Roma. E una iniziativa, in collaborazione con la scuola pistoiese dove lui studiò, il Liceo Classico Forteguerri, per ricordare la sua figura di “gigante lasciato solo”.
Così Giampaolo Pagliai, consigliere comunale di Pistoia in rappresentanza del sindaco Tomasi, prendendo parte questa mattina alla cerimonia davanti alla tomba, nel cimitero monumentale della Misericordia di Pistoia, dove riposa “questo integerrimo servitore dello Stato”.
Organizzata dal Comune di Poggio a Caiano, comunità che nel 1860 dette i natali a Paolino Taddei e che ieri lo ha ricordato alle Scuderie Medicee con un convegno storico, alla cerimonia hanno preso parte il sindaco di Poggio Francesco Puggelli, l’assessore regionale Stefano Ciuoffo, il viceprefetto di Pistoia e in rappresentanza dell’Istituto Storico regionale
della Resistenza il costituzionalista Leonardo Bianchi. Presente anche il bisnipote di Taddei, il medico pistoiese Paolo Taddei.
Il Comune del Poggio ha deposto una corona. Nato a Poggio a Caiano, dopo aver studiato a Pistoia ed essersi laureato a Pisa in Giurisprudenza, Paolino Taddei entrò alle dipendenze del ministero degli Interni facendosi subito conoscere per grandi doti morali e notevoli capacità operative. Nei primi del Novecento, ai tempi di Giolitti, fu apprezzato prefetto in molte città d’Italia per poi diventare, sotto il governo Facta II, ministro degli Interni.
In questo delicato ruolo il 27 ottobre 1922, allertando i prefetti di tutta Italia, predispose un atto che, se firmato da re Vittorio Emanuele III, avrebbe messo l’Italia in stato d’assedio bloccando l’insurrezione dei fascisti. Ma il re, che all’inizio aveva dato la sua disponibilità, scelse di non firmare e pochi giorni dopo dette l’incarico a Benito Mussolini per formare il nuovo governo. Taddei fu ovviamente rimosso e morì a Firenze nel 1925 essendo poi sepolto in quel cimitero di Pistoia.









