PISTOIA – Preoccupazioni del gruppo consiliare Fratelli d’Italia e del coordinamento comunale FdI sul futuro del servizio di continuità assistenziale e in particolare della Guardia medica a Pistoia in vista della riorganizzazione del servizio da parte della Regione Toscana.
“Ci preoccupa quello che sancisce la delibera di giunta regionale che ci dice che il futuro Nea, il numero europeo armonizzato – spiega Francesco Pelagalli, capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale – gestirà tutti i servizi con una centrale unica a livello regionale con sede molto probabilmente a Firenze, togliendo quindi servizi alle centrali locali che già esistono sul nostro territorio e sono il prototipo del futuro Nea, questo numero armonizzato”.
La riorganizzazione regionale prevede infatti l’istituzione del nuovo numero unico 116117 da chiamare per esigenze sanitarie non urgenti.

“Vogliamo capire cosa vuol fare la Regione, se andare in un’unica centrale che gestirà tutta la Toscana, e quindi con tutti i problemi di gestione che questa scelta comporterà, o se vuole fare la centrale regionale mantenendo le centrali locali. Se fosse così non si capisce. Usiamo le centrali di continuità assistenziali locali che sono un fiore all’occhiello con personale formato ” continua ancora Pelagalli.
“L’importante è mantenere la centralità della centrale di Pistoia, sono stati fatti investimenti e non si vede la necessità di spostarla verso Firenze” continua il consigliere Lorenzo Galligani.
Anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, in un comunicato stampa, sottolineato “Bene il potenziamento della centrale Cross che rappresenta un’eccellenza nel panorama nazionale e qualifica Pistoia all’interno della Toscana, ma non si riesce a capire perché la Regione voglia perseguire l’accentramento, pare in un’unica centrale regionale di continuità assistenziale con sede a Firenze, del nascituro Nea 116117 (Numero europeo armonizzato), che dovrebbe guidare i cittadini sotto il profilo medico garantendo loro una serie di servizi collaterali legati al territorio”.
La legge nazionale, ed il decreto che disciplina il recepimento delle direttive europee per la centrale Nea 116 117, individua alcuni parametri che dovrebbero essere presi in considerazione nella riorganizzazione del servizio a livello regionale.
Il servizio va articolato almeno a livello provinciale e indica come criterio 1-1,5 milioni di persone come bacino di riferimento, bene dunque si staglierebbe alle tre aree vaste. “E poiché dal punto di vista delle tecnologie auspica una stretta sinergia con le centrali operative anche quelle del 118 della Cross, secondo noi sarebbe opportuno realizzare la centrale unica su Pistoia dove già esiste la Cross e la centrale di continuità assistenziale. Non faremo passare sotto silenzio l’eventualità che si depotenzi Pistoia creando un’unica centrale regionale per un enorme bacino di utenti. Se la Regione andrà avanti in questo progetto, presenteremo un atto di indirizzo per tutelare Pistoia e le esperienze già avviate con gli ingenti investimenti che hanno riguardato proprio la centrale Cross” continua Capecchi.
“Pensare di smantellare tutto è preoccupante perché non c’è un disegno generale, se invece così non è ed è in programma una ulteriore Centrale che gestirà le centrali locali che poi gestiranno in medici del territorio è un passaggio inutile che aggrava un sistema che per il cittadino dovrebbe essere snello e semplice” conclude Pelagalli. (i.l)







