PISTOIA – Si parlerà di nuovo di urbanistica nel prossimo incontro organizzato dall’associazione amici della politica. L’appuntamento è giovedì 16 febbraio alle 18 alla Fondazione Tronci in corso Gramsci 37.

Da mesi il consiglio comunale è alle prese con la stesura del nuovo piano regolatore di Pistoia e l’associazione Amici della politica presieduta da Luca Bernardi, vuole dare il proprio contributo prima che la proposta della Giunta vada in approvazione nell’assemblea consiliare.

L’incontro pubblico di giovedì prossimo è la naturale prosecuzione del primo appuntamento nel quale fu illustrata la situazione urbanistica della città con i suoi problemi irrisolti, ed entrerà nei dettagli del piano; il titolo della serata è esplicativo: “Pistoia, una agenda urbana per progettare il futuro del Comune capoluogo” e vedrà la partecipazione dell’architetto Giacomo Dardi, responsabile, responsabile del Servizio Urbanistica e Assetto del Territorio del Comune di Pistoia.
A introdurre i lavori, una comunicazione del dottor Marco Cei, architetto paesaggista e agronomo pistoiese, coordinatore dell’apposito gruppo di lavoro costituito dall’associazione sulle questioni urbanistiche relative.

I temi principali al centro del confronto sono la riconversione ecologica della città, con l’obiettivo di una drastica riduzione nell’uso delle risorse naturali e della materia-energia che essa usa ‘per funzionare’; in particolare, devono essere acqua, aria, verde, energia, suolo, i parametri su cui misurare la sostenibilità ambientale della nostra città diffusa; la manutenzione o ricostruzione della base economica, cioè di quel sottoinsieme di attività di produzione che è all’origine dei flussi di reddito e benessere di ogni città; alla manutenzione/trasformazione della città fisica, delle residenze e delle fabbriche, degli spazi pubblici e collettivi, delle infrastrutture, della mobilità e della logistica, con previsione di interventi resi necessari dalle nuove forme di organizzazione del lavoro e del post-lavoro (lavoratori/pensionati), dalle nuove forme di organizzazione della convivenza civile (società/comunità), dalle nuove stratificazioni sociali legate all’invecchiamento demografico (vecchi/giovani), dalla crescita del carattere multiculturale della città (cittadini/immigrati); la riduzione delle disparità economiche, già oggi molto ampie e destinate ad aumentare: disparità di reddito, di ricchezza finanziaria e reale e anche di possibilità di accesso ai commons urbani; ‘disparità relative’, ma anche ‘disparità assolute’, alle quali si associa il fenomeno della povertà, che è purtroppo molto diffuso anche nel nostro territorio.







