PISTOIA – Prosegue il programma di prevenzione e informazione contro il cyberbullismo portato avanti dalla Questura di Pistoia nelle scuole della Provincia. Stamani (16 febbraio) il questore di Pistoia Olimpia Abbatte ne ha fatto un primo bilancio.
“Da quando è stato firmato il Protocollo, a fine dello scorso anno, abbiamo raggiunto circa 700 studenti con incontri focalizzati sul rispetto delle regole e dell’altro” – ha spiegato il Questore. Negli incontri viene messa al centro l’esigenza di comunicare con gli adulti e compagni per condividere i disagi e uso corretto dei social media.

Il progetto va di pari passo con l’aumento dei reati, per lo più contro il patrimonio e contro edifici pubblici, a opera di minorenni sia a livello nazionale che locale, anche se, come spiega il Questore nel pistoiese la situazione non è particolarmente grave. “Questo – ha specificato – grazie al fatto che nella nostra provincia la scuola fa la sua parte provincia in modo efficace. Gli insegnanti sentono molto il tema”.
Per quanto riguarda l’aumento generalizzato dei fenomeni di dilettuosità minorile, esso – ha osservato – “è collegato al disagio causato dal cattivo uso dei social media che si stanno originando una vera e propria dipendenza”. Nello specifico del cyberbullismo, “il problema nasce dall’ inconsapevolezza del male che si può fare o avere da un uso scorretto dei media e dello smartphone”, ha puntualizzato Abbate.
Rivolti per lo più ai ragazzi nella fascia di età 13 – 16 anni, gli incontri si propongono anche di ricordare la rilevanza penale di alcune condotte. “È importante – ha detto – che i ragazzi e genitori sappiano che in alcuni casi si può dar luogo anche a reati, oltre a fare male ai chi le subisce. Questa è anche una ragione per cui investiamo tempo consistente del nostro impegno”.
Spazio anche alla Movida nel discorso del Questore, secondo la quale “a Pistoia siamo messi bene. Qualche effervescenza in più – ha concluso – c’è su Montecatini, dove abbiamo rafforzato, anche in collaborazione con l’Arma, il servizio di vigilanza”. (r.b.)







