mercoledì, Settembre 9, 2026

Pistoia, fatture false per coprire lavoro abusivo: sequestri per 1,8 milioni di euro

PISTOIA – Utilizzavano fatture per operazioni inesistenti connesse alla somministrazione fraudolenta di manodopera. A finire nei guai 11 persone e 8 imprese per lo più dell’area pistoiese, a cui la Guardia di Finanza ha provveduto a sequestrare denaro e immobili per circa 1,8 milioni euro.

A dare il via alle operazioni il riscontro di plurime irregolarità, in materia di lavoro dipendente, emerse nel corso di attività ispettive tributarie. Le conseguenti indagini delegate dalla Procura della Repubblica di Pistoia, hanno portato le Fiamme Gialle ad individuare 8 aziende (operanti nel comparto tessile, delle materie plastiche, del commercio all’ingrosso di surgelati, della produzione di materiali per la pulizia e dei trasporti su strada), con sede in provincia di Pistoia (6) e di Firenze (2), che utilizzavano manodopera illecitamente fornita da due cooperative di lavoratori, sotto apparente forma di appalti di servizi.

Un’operazione della Gdf

Da successive indagini è emerso che tali cooperative, anziché svolgere, con una propria autonoma organizzazione di uomini e mezzi, i servizi di facchinaggio e magazzinaggio contrattualmente pattuiti, in realtà, si limitavano a somministrare del personale, senza autorizzazione del Ministero del Lavoro.

La forza lavoro così messa a disposizione veniva impiegata dalle imprese utilizzatrici come se si trattasse di propri dipendenti, in quanto i lavoratori erano sottoposti alla direzione ed al coordinamento dei quadri interni aziendali, sia per i turni di lavoro ed i compiti da svolgere, che per la pianificazione di ferie e permessi, ed addetti anche a mansioni diverse da quelle indicate nei contratti di appalto, come ad esempio quelle produttive.
Queste imprese, ne traevano molteplici indebiti benefici – peraltro in danno delle aziende concorrenti, nei confronti delle quali acquisivano un ingiusto vantaggio competitivo – sia in termini di costi non sostenuti per le contribuzioni obbligatorie, ai fini assistenziali e previdenziali, che di consistenti abbattimenti dell’I.V.A. dovuta allo Stato, grazie alla detrazione dell’imposta indicata nelle false fatture emesse dalle cooperative, per prestazioni di servizi mai rese.

In particolare, per gli anni d’imposta dal 2016 al 2020, le 8 imprese coinvolte, a fronte di fatture ricevute dalle cooperative per un imponibile complessivo di quasi 10,5 milioni di euro, avevano evaso l’I.V.A. per oltre € 2,1 milioni di euro, che costituiscono l’ammontare del profitto del reato di dichiarazione fraudolenta, sul quale è intervenuto il provvedimento di sequestro.

Le indagini, svolte in stretta sinergia con i competenti Uffici dell’Agenzia delle Entrate e dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro, hanno portato a evidenziare anche irregolarità amministrative, nei confronti di una cooperativa appaltante, per somministrazione abusiva di manodopera, per€ 126.950 euro sanabili con il pagamento in misura ridotta di 42.316 euro.

Nel segnalare che, come precisa la Procura delle Repubblica, le ipotesi investigative sopra sintetizzate sono state formulate nel rispetto del principio della presunzione d’innocenza delle 13 persone, a vario titolo, sottoposte ad indagini e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna, si evidenzia come l’attività sviluppata dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pistoia si inquadri pienamente nell’alveo delle iniziative poste in campo dalla Guardia di Finanza, per combattere i comportamenti illeciti che generano sperequazioni e diseguaglianze, a tutela della libera concorrenza e degli imprenditori rispettosi delle leggi, del mercato del lavoro e dei lavoratori.

Leggi anche

Rispondi

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome



ultime in provincia