di Francesco Belliti
PISTOIA – All’indomani della netta sconfitta contro Treviglio e alla luce dell’attuale classifica del Girone Giallo, le conclusioni che si possono trarre assumono contorni già definiti, anche se non definitivi. Ad oggi, la Giorgio Tesi Group Pistoia è ad un passo dall’essere tagliata fuori dalle prime quattro posizioni e l’unica missione possibile rimane quella di un sorpasso ai danni di Cento per abbandonare almeno il fanalino di coda.
Stando così le cose, giunti al giro di boa di questa seconda fase, i biancorossi sembrano sempre più indirizzati verso la propria avversaria nel primo turno play-off. Osservando infatti la situazione all’interno del Girone Blu (quello delle squadre che hanno chiuso da quarte, quinte e seste nella prima parte di campionato), le candidate, salvo imprevedibili rimonte, si sono ridotte a due: Fortitudo Bologna e Assigeco Piacenza.

Ma prima di arrivare a ciò, è opportuno parlare del presente e quindi del cammino finora compiuto da Della Rosa e compagni nel girone delle grandi. Cantù, Cremona e Treviglio hanno rispettato appieno le aspettative degli addetti ai lavori, dimostrando un livello tecnico e agonistico ad oggi proibitivo per Pistoia. Se però, nelle prime due sfide, la competitività dei toscani ha permesso loro di giocarsi comunque la posta in palio, nell’ultimo turno casalingo abbiamo invece assistito ad un controllo pressoché totale (fanno eccezione i primi cinque minuti) da parte della compagine bergamasca.
Pistoia ha chiuso con uno scarno 4/25 da dietro l’arco e un 34% totale di conclusioni dal campo. Solo tre giocatori biancorossi sono riusciti a segnare almeno 8 punti personali, mentre per Treviglio la soglia è stata raggiunta da ben sei atleti, ossia il doppio. La differenza sta già tutta qui, nella messa in mostra delle risorse a cui entrambi roster possono attingere, sia dal quintetto che dalla panchina. In questo ultimo caso, gli ospiti di domenica sera hanno dato una ancora più evidente dimostrazione di forza: 41 punti (dei 75 totali) contro i soli 12 di Pistoia.
In fondo sono settimane che si continua a parlare di asticelle alzate e di un gap tecnico oggettivo, ma anche del lavoro che la squadra di coach Brienza sta facendo per cercare di ridurre sempre di più, addirittura colmare, il suddetto divario. Ma ha senso, ancora oggi, parlare di ciò? Non sarebbe forse più opportuno e onesto, per Pistoia, puntare a mascherare tale gap? Aggirare l’ostacolo piuttosto che provare a saltarlo?
Per intendersi, oltre ai prossimi turni della seconda fase, la possibilità di ritrovarsi nuovamente in una serie play-off a dover competere contro le suddette squadre non è assolutamente campata per aria. Specie se Pistoia raggiungerà l’obbiettivo, per alcuni minimo e per altri massimo, della semifinale promozione. Prima di allora si dovrà però sfruttare questa seconda metà di fase ad orologio per porre in atto le giuste contromisure e, appunto, mascherare il divario evidenziatosi nelle ultime settimane.
Un passaggio obbligatorio è senza dubbio la fuoriuscita di Zach Copeland dall’involuzione mostrata nelle recenti sfide. 8 punti di media e 19% da dietro l’arco per un giocatore che aveva concluso la stagione regolare con 16.8 punti a partita e il 39% dal perimetro. Numeri, quindi, che devono tornare in linea col passato, se si vuole sperare in risultati diversi. La guardia californiana, per forza di cose, è la prima arma tecnica e tattica da sbloccare con urgenza e ciò passerà anche dalla capacità dei suoi compagni di squadra di aprirgli gli spazi e togliergli la diretta marcatura sin dai primi minuti di gioco. Copeland ha infatti spesso mostrato di essere un giocatore che, nella singola gara, deve entrare immediatamente in fiducia per non lasciarsi assorbire dalle difese avversarie.
Complicato invece riuscire a vedere, entro la fine della stagione, il miglior Del Chiaro, ma il 2001 di Pietrasanta potrà comunque offrire minuti importanti e un’alternativa non banale sotto le plance, con la sua capacità di allontanarsi dal canestro e colpire dal mid-range. Ogni singolo, in realtà, dovrà provare a mettere in campo i propri punti di forza per creare grattacapi a squadre mostratesi fin troppo sicure nella loro metà campo difensiva. Al netto dei limiti del roster e del budget per metterlo insieme, Pistoia rimane ancora, come ha mostrato in tutto l’arco della stagione, una delle squadre più equilibrate e meglio costruite di tutta l’A2. Coach Brienza, in fondo, tra una dichiarazione e l’altra ha sempre detto la verità. Nessuno, o quasi, gli ha mai chiesto di andare in A1, ma il lavoro fatto in questi mesi non può essere messo in un angolo dopo qualche fisiologica e formativa sconfitta.





