mercoledì, Settembre 9, 2026

Cannes amara per i tre film italiani in concorso

di Giacomo Martini

CANNES – Un festival amaro per il cinema italiano.

Questa volta eravamo presenti con tre film, ma nessun riconoscimento, tanta amarezza che conferma come il nostro cinema non riesca più a decollare e a vincere come nel passato.

Vince la Francia con il film “Anatomie d’un chute“ della regista Justine Triet, accolta con un grandissimo e lunghissimo applauso anche per il suo discorso in cui ha sostenuto le lotte dei francesi contro il governo Macron.

Il red carpet del Festival internazionale di Cannes

Il film è un thriller dove si indaga su un suicidio-omicidio in uno chalet nelle Alpi Francesi.

Forse ha prevalso il nazionalismo francese a dalle dichiarazione del Presidente della Giuria, Ruben Ostlund, svedese, massima concordia nelle scelte. Il Grand Prix è andato al regista londinese, Jonathan Glazer per il film “The zone of interest”, un affresco sulla Shoah riletta da una prospettiva inedita dei nazisti.

Per la regia vince Tran Han Hung, vietnamita, con “La Passion De Dodin Bouffant“ dedicato al trionfo del buon cibo con Juliette Binoche. Aki Kaurismaki che era dato tra i favoriti raccoglie il Premio della Giuria con “Fallen Leaves“, una tragicommedia, una lettera d’amore densa di umorismo freddo.

Migliore attrice Merve Dizdar di “About dry grasses“ del turco Bilge Ceylan. L’attore premiato è Koji Yakusho per “Perfect Days“ di Wim Wenders, un personaggio fantastico, l’angelo caduto addetto alla pulizia dei bagni pubblici di Kyoto, povero, ma bello e felice.

Dei tre italiani, Marco Bellocchio, Alice Rohrwacher e Nanni Moretti, poco più di nulla, Moretti dopo il flop di “Tre Piani“ cade ancora rovinosamente, le sue storie sono troppo personali per interessare il pubblico e la critica internazionale. Per Bellocchio si ripete uno strano destino avverso che da sempre non gli riconosce il valore delle sue opere nonostante che ogni anno i suoi film trovino lo spazio per essere presentati.

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