LE PIASTRE (PISTOIA) – Oltre 250 volontari, sui più di 300 che hanno contribuito alla realizzazione della 49ª Pistoia-Abetone Ultramarathon, disputata lo scorso giugno e organizzata dalla Silvano Fedi, hanno partecipato alla tradizionale cena di ringraziamento organizzata dalla Pro Loco Alto Reno in collaborazione con la società organizzatrice. La piazzetta de Le Piastre si è riempita dei colori delle associazioni e delle società impegnate nella manifestazione, facendo da cornice a una fresca e piacevole serata alla quale hanno preso parte anche numerosi rappresentanti delle istituzioni.

L’edizione 2026 ha restituito a Le Piastre un ruolo da protagonista. Dopo dieci anni di assenza, infatti, il paese è tornato a ospitare uno dei traguardi della gara, quello dei 14 chilometri, grazie al prezioso lavoro della Fratres, che ha curato con grande professionalità l’organizzazione dell’arrivo.
Un ritorno che ha inevitabilmente riportato alla memoria la figura di Tiziano Spampani, storico speaker de Le Piastre, per anni voce della manifestazione, capace di accogliere con entusiasmo il passaggio degli atleti diretti ai traguardi di San Marcello (30 chilometri) e dell’Abetone (50 chilometri), oltre a salutare l’arrivo di quanti concludevano la loro prova proprio a Le Piastre.

A fare gli onori di casa è stato Antonio Iadanza, che ha condotto la serata dando la parola ai rappresentanti delle istituzioni e ai protagonisti dell’organizzazione. Nel suo intervento ha voluto ricordare anche il valore del quarto traguardo, quello di Regine, posto a tre chilometri dall’Abetone e dedicato agli atleti con disabilità e ai loro accompagnatori, una delle iniziative più significative della manifestazione.
A raccontare l’emozione di quel traguardo è stata Daniela Gorgeri che, insieme a Roberto Capobianco, ne cura l’organizzazione fin dalla sua nascita, seguendone ogni dettaglio con grande attenzione. Un progetto diventato nel tempo il fiore all’occhiello della Pistoia-Abetone e fortemente voluto da Floriano Frosetti assessore allo sport della provincia che nei primi anni Duemila propose all’allora presidente Franco Ballati di inserire un quarto arrivo capace di rendere la gara davvero “senza barriere”, aprendola a tutti.

Particolarmente sentito anche l’intervento di Guido Amerini, anima storica della Pistoia-Abetone fin dalla sua nascita. Amerini ha ripercorso le origini della corsa, nata dall’impresa compiuta da Artidoro Berti che, in una domenica dell’ottobre 1968, percorse in completa solitudine gli oltre cinquanta chilometri che separano Pistoia dalle Piramidi dell’Abetone. Ad attenderlo all’arrivo trovò un folto gruppo di persone e il campione olimpico Zeno Colò, che gli pose al collo una medaglia. Con quella straordinaria impresa, Berti volle dimostrare che anche alle soglie dei cinquant’anni si possono affrontare e vincere sfide sportive di grande impegno.
Amerini ha poi rivolto lo sguardo al futuro, ricordando che il prossimo anno la Pistoia-Abetone festeggerà la sua 50ª edizione. L’organizzazione è già al lavoro, insieme al presidente della Provincia Luca Marmo, presidente anche del comitato promotore, per costruire un’edizione speciale, all’altezza di un traguardo tanto prestigioso e della storia di una manifestazione che rappresenta un punto di riferimento per l’ultramaratona italiana.
La serata si è conclusa in un clima di festa con una ricca lotteria che ha distribuito ai partecipanti prodotti tipici del territorio, tra cui salami e spalle, suggellando un appuntamento che, ancora una volta, ha voluto dire grazie a tutti quei volontari senza i quali la Pistoia-Abetone non potrebbe esistere. (av)


