PISTOIA – A piedi nudi sul palco. Xavier Rudd è decisamente un uomo coi piedi per terra. Terra intesa come natura, madre di tutto: alberi, animali ed esseri umani. Sono questi i temi che il cantautore australiano sfiora con le sue invenzioni musicali.
Tenue, dolce talvolta, ma anche coinvolgente. La sua vena musicale tocca tutti tasti: dal folk, al rock; dal regge al rap, con richiami ai ritmi tribali dei nativi australiani. La sua musica ha un sottofondo di foresta, aurora, acqua, voci di uccelli. Il richiamo di una palude, nella quale è bellissimo perdersi in albe brumose, così come in deserti polverosi e battuti dal vento.

E questo contatto con la natura, Xavier Rudd lo esprime proprio calpestando il palco a piedi scalzi, da solo con tutti i suoi strumenti.
È un one man show. Suona tutto lui: strumenti a fiato, percussioni, ogni sorta di chitarra ed di tastiera. E con quella voce suadente e profonda, che sfiora il cuore, trascina il pubblico in un mondo poetico e delicato. Chiudi gli occhi e ti pare di essere in un posto sperduto, in un prato; alzi gli occhi e ti appare un cielo stellato. Una magia, anche se sei sempre in piazza del duomo.
Ma ad un certo punto sono tutti sotto il palco, al suo richiamo. Con il ritmo che si fa più incalzante, elettronico, il pubblico balla e lo segue senza sforzo. È un vero trascinatore. E finisce il concerto, come a chiudere il cerchio, sventolando una bandiera degli aborigeni australiani.

Inizia così il Pistoia Blues 2023. Una apertura incoraggiante di fronte a un numeroso pubblico elettrizzato quando Rudd intona i suoi pezzi più famosi come “Follow the sun”, “Spirit bird” e tutti gli altri. Pubblico che non si accontenta dell’ora e quaranta di concerto e chiede il bis a gran voce. L’artista non si tira indietro e si concede ancora, arrivando alle 2 ore di esibizione in piena sintonia con il pubblico pistoiese.
In questa giornata inaugurale del Pistoia Blues si erano esibiti anche altri artisti, a supporto di Xavier Rudd. L’apertura è stata affidata ai Microgeen, poi a Matteucci e Jack Botts, infine al Muro del Canto.

Intensa e trascinante la prova del gruppo romano composto da Daniele Coccia Paifelman, Alessandro Pieravanti, Alessandro Marinelli, Ludovico Lamarra, Eric Caldironi e Franco Pietropaoli. Le loro canzoni sembrano strappate alla tradizione popolare romanesca, ma condite con quel pizzico di rock e dark che aggiunge e non toglie nulla alla loro vena poetica.
La caratteristica cadenza del dialetto romano rende temi come l’amore, la morte, il disagio dei quartieri popolari, ancora più toccanti. E poi la voce, dal timbro forte e deciso di Daniele Coccia, chiude il cerchio di una melodia appassionata e intensa.
La platea lo segue e partecipa quando intona “La luce della Luna”, “L’anima de li mejo”, “Controvento”, “L’amore mio non more” ed altri pezzi che molti cantano insieme a lui. Il Muro del Canto ha presentato il suo ultimo lavoro “Maestrale”.
Insomma, una prima serata del Pistoia Blues 2023 all’insegna della riscoperta della natura e dell’impegno sociale.









