venerdì, Giugno 26, 2026

A Pistoia assemblea pubblica del’Associazioni vivaisti italiani negli spazi GEA

di Marcello Paris

PISTOIA – Un incontro fra i vivaisti pistoiesi associati AVI per un bilancio della loro attività nella quale si è dimostrato quanto sia vitale e vivace, pur nelle difficoltà del momento, il settore. Un incontro in assemblea privata che ha preceduto quella pubblica “ Vivaismo come laboratorio di rigenerazione urbana” che si è svolta all’ombra delle piante secolari con un parterre di interlocutori di rilievo fra politici e addetti ai lavori.

Da sinistra, Dika, Gori, Gori e Capecchi

Tra le varie interlocuzioni molto spazio è stato riservato la protocollo firmato la mattina con la Regione di cui abbiamo dato ampio spazio in altro articolo: https://www.reportpistoia.com/il-verde-nellidentita-toscana-firmato-il-protocollo-con-lassociazione-vivaisti-italiani/

Come si è detto erano in tanti a confrontarsi su cosa è stato fatto, su cosa fare e prospettive immediate per dotare le città di piante come contributo all’attenuazione dei fenomeni dovuti al riscaldamento globale. Insieme al presidente di Avi Vannino Vannucci, che ha aperto i lavori, c’erano il presidente del Distretto vivaistico professor Francesco Ferrini, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio regionale Bernard Dika, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, la deputata Francesca Gori, gli europarlamentari Francesco Torselli e Dario Nardella, presenti il sindaco Giovanni Capecchi e il presidente della Fondazione Caript Luca Gori.

Vannino Vannucci

Nella relazione di apertura Vannino Vannucci ha fatto un breve bilancio di un anno della sua presidenza a capo dei vivaisti ricordando i passi avanti fatti in termini di consenso ai progetti messi in cantiere dall’Associazione e come gli stessi siano avviati a dare i risultati attesi in termini di riconoscibilità e importanza del settore, come dimostrato dal protocollo appena sottoscritto con la Regione. Sul paino interno, Vannucci ha sottolineato il coinvolgimento sempre maggiore degli operatori nel’associazione, perché, ha insistito, l’unione fa la forza necessario per combattere la concorrenza sempre più agguerrita che arriva da paesi emergenti nel settore. Un ruolo in questa direzione lo ricopre il nascente Fitolab, un aiuto concreto per intervenire rapidamente e combattere le malattie delle piante al loro insorgere.

Stessa linea sposata da Bernard Dika il quale, nel ribadire l’importanza di stare insieme, si è soffermato sull’importante lavoro avviato per il Fitolab in costruzione nell’area Gea, patrimonio del vivaismo pistoiese, grazie anche all’intervento economico della Caript. Un laboratorio al quale sono associati molti vivaisti ma che tutti auspicano diventino la totalità, cioè i 1500 che rappresentano la metà di quelli censiti in Toscana, sempre nell’ottica dello stare insieme e creare sinergia. Ricerca e applicazione dei suoi risultati sono fondamentali, ha affermato, per l’aiuto che possono dare all’ecosistema. Poi, ha concluso, con la ricerca sono fondamentali innovazione e formazione delle nuove generazioni, quest’ultima per dare un futuro e una professionalità in un settore che ne ha fortemente bisogno. Dika si è soffermato anche sul problema delle serre temporanee che nei vivai hanno un ruolo diverso dalle altre colture per cui devono essere rivisti e regolamenti che le disciplinano.

Il professor Ferrini si è soffermato sull’importanza del protocollo firmato con la Regione, “un percorso con visione sul futuro” lo ha definito, che dà un riconoscimento concreto al settore riconoscendo a pieno titolo l’appartenenza al settore agricolo. Un riconoscimento che certifica ufficialmente, ha detto, che il vivaismo non solo esiste ma è una componente fondamentale della nostra regione insieme a viticoltura e olivicoltura. Il vivaismo pistoiese è conosciuto il tutto il mondo, ha affermato Ferrini, meno in Toscana e forse anche a Pistoia. Il protocollo ci rende più visibili ma non è tanto la visibilità che ci interessa ma che sia compresa l’importanza di questa attività che esporta in tutto il mondo e contribuisce al benessere delle città fuori d’Italia un po’ meno da noi. Insomma identificare una produzione di qualità che sappiamo essere la migliore d’Europa e questo protocollo la sancisce. Oltre a ciò Ferrini ha esalto, come aveva fatto Vannucci, il progetto “Revive pot” realizzato con l’azienda Revet per la fornitura di vasetteria ricavata da materiale riciclato e riciclabile. Un progetto concreto, è stato sottolineato, “di economia circolare promosso da Avi in collaborazione con Revet. I vasi e i materiali plastici dei vivai diventano risorsa: raccolti, riciclati e trasformati in nuovi contenitori per il verde”.

Per Stefania Saccardi il settore non è a l’anno zero perché ci sono due progetti di Distretto per Pistoia e Pescia già finanziati e che hanno già dato dei risultati e ha dato atto ai viavaisti di essere “stati bravi” perché hanno messo risorse che sono andate oltre ai finanziamenti pubblici. Anche lei ha riconosciuto il ruolo del Fitolab importante per il trattamento sanitario e il recupero delle acque reflue.

L’intervento dell’onorevole Gori ha riguardato il Decreto legislativo a sua firma, ed ora in procinto di essere firmato dal Presidente della Repubblica, su “Disposizioni in materia di coltivazione, promozione, commercializzazione, valorizzazione e incremento della qualità e dell’utilizzo dei prodotti del settore florovivaistico”. Un lavoro, ha detto, che ha visto il coinvolgimento anche delle opposizioni per l’approvazione in entrambe le Camere del Parlamento.

Gli europarlamentari Nardella e Torselli hanno confermato il loro impegno nel seguire i lavori della Commissione europea sul Manifesto proposto dal settore nei mesi scorsi a Bruxelles per i finanziamenti Pac (Politica Agricola Comune) che per il 2026 ammontano a 10,2 miliardi di euro e dove il comparto dei viavai rientra a pieno titolo.

Questi finanziamenti sono “fondi erogati direttamente agli agricoltori per sostenere il loro reddito e garantire la sicurezza alimentare, aiuti specifici per settori particolari dell’agricoltura, dove rientrano, appunto, i vivai, e finanziamenti agevolati per investimenti e innovazione e sostenibilità nelle pratiche agricole”.

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