sabato, Giugno 20, 2026

Neuropsichiatri insufficienti e attese infinite: l’appello di una madre al presidente Giani

di Caterina Benini

SERRAVALLE – Una richiesta d’aiuto che supera la vicenda personale per diventare la voce di decine di famiglie che ogni giorno convivono con la disabilità.

È quella che Marisa (un nome di fantasia), residente a Serravalle Pistoiese e madre di un bambino con disturbo dello spettro autistico, ha indirizzato al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani e al sottosegretario alla Presidenza, Bernard Dika, denunciando le gravi criticità che interessano la neuropsichiatria infantile del territorio pistoiese.

Nella lettera la donna descrive una situazione che definisce insostenibile.

Da tempo le famiglie che hanno figli con disabilità devono fare i conti con la carenza di neuropsichiatri rendendo ancora più difficile la loro situazione.

Il figlio di Marisa, oltre all’autismo, è affetto da una serie di patologie che richiedono un monitoraggio costante e interventi tempestivi.

Tra le questioni segnalate alla Regione Toscana c’è anche quella relativa alla prescrizione del metilfenidato, principio attivo utilizzato nel trattamento di specifici disturbi del neurosviluppo e dell’iperattività.

Secondo quanto riferito dalla madre, sul territorio pistoiese mancherebbero specialisti in grado di seguire direttamente questi percorsi terapeutici, demandati a strutture di primo livello accreditate come la Fondazione Stella Maris o altri centri regionali autorizzati dall’Aifa.

Per il figlio che a settembre inizierà la scuola primaria, spiega Marisa, l’accesso a questa terapia potrebbe rappresentare un importante supporto nella gestione dell’iperattività e favorire un inserimento più sereno nel nuovo percorso scolastico. Le lunghe attese rischiano di compromettere la tempestività dell’intervento.

“Come posso spiegare a mio figlio che viviamo in un Paese dove bisogna sempre aspettare? – si domanda la donna nel messaggio inviato alle istituzioni -, aspettare per ottenere ciò che dovrebbe essere un diritto, cioè l’accesso alle cure”.

La segnalazione non vuole essere polemica, ma una richiesta urgente di attenzione da parte della Regione. Marisa diventa portavoce delle numerose famiglie che a Pistoia e in Toscana, si trovano ad affrontare analoghe difficoltà.

A sostegno della propria denuncia, la donna racconta un episodio avvenuto nei giorni scorsi.

Non riuscendo a contattare la neuropsichiatra di riferimento per aggiornare una documentazione, sarebbe stata costretta a recarsi personalmente presso l’ambulatorio. Solo dopo una lunga attesa sarebbe riuscita a ottenere il documento, che necessitava semplicemente di un aggiornamento amministrativo. Un episodio che, secondo il suo racconto, evidenzierebbe le difficoltà del servizio, al punto che il documento le sarebbe stato consegnato su un cartoncino e non su carta.

Nella conclusione della lettera, Marisa chiede al presidente della Regione Toscana di intervenire per risolvere la grave carenza che mette in difficoltà tantissime famiglie che già vivono nello sconforto. La sua speranza è che la segnalazione possa contribuire ad accendere i riflettori su una realtà che richiede interventi urgenti.

Una denuncia che riporta al centro del dibattito il tema dell’assistenza alle persone con disabilità e delle difficoltà che molte famiglie incontrano nell’accesso ai servizi sanitari territoriali.

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