PRATO – Una “emozione prima della sommossa”, per osservare e riflettere, per diventare protagonisti grazie ai nuovi linguaggi del teatro d’avanguardia.
Dal 27 settembre al 5 ottobre, dopo due anni di attesa, torna “Contemporanea” inaugurando le attività della nuova stagione del Teatro Metastasio di Prato.
“L’emozione prima della sommossa, sottotitolo di questo progetto, è un’evoluzione di Contemporanea, un ulteriore passo a lato in una storia di percorsi diagonali. Non una chiamata alle armi, ma un’effervescenza collettiva con lo scopo di attivare percorsi virtuosi in cui anche il fallimento merita una storia sui social – ha affermato il direttore artistico Edoardo Donatini nella conferenza stampa di presentazione del festival – il programma è disteso, apparentemente calmo, ma livido come il cielo che si prepara alla tempesta. Tutti gli spettacoli sono stati selezionati per lo stesso motivo, perché ci obbligano a cambiare postura, l’angolo di visione, per prendere sul serio anche la farsa più esuberante e grottesca”.
“Dopo un anno di stop torna Contemporanea – ha aggiunto Cristina Manetti, capo di Gabinetto della Regione Toscana – per due fine settimana ricchi di appuntamenti, con tanti temi culturali e sociali che contribuiscono a far crescere e far riflettere la nostra comunità, coinvolgendo vari soggetti. È un linguaggio diverso dal solito, non è un festival ma un vero e proprio progetto che punta a valorizzare e dare spazio a realtà spesso giovani e innovative”.

“La scorsa edizione è saltata e per noi era un punto d’onore far sì che questa fosse solo una momentanea interruzione – ha sottolineato Massimiliano Civica, direttore del Teatro Metastasio – crediamo che sia necessario arricchire il più possibile l’offerta culturale perchè se un progetto viene meno o un teatro chiude, si crea un danno e un impoverimento che riguarda tutti. Questo è un anno importante per Prato, c’è la doppia ricorrenza dei sessant’anni del Metastasio e dei cinquant’anni del Fabbricone, due spazi teatrali che hanno contribuito alla crescita e allo sviluppo culturale e civile della nostra città, portando nomi di altissimo livello. Oggi i festival sono in crisi per varie ragioni, sia di progettualità sia di mancanza di fondi, noi abbiamo fatto un grande sforzo per riproporre questo progetto che nel corso degli anni ha acquisito una propria identità. In ambito culturale si tende spesso a voler fare tante “rivoluzioni”, ma c’è bisogno prima di tutto di continuità a livello progettuale, non si può ogni volta partire da una “tabula rasa”, ma dobbiamo lavorare insieme per strutturare le iniziative e far sì che mettano radici sul territorio e presso il pubblico”.
Il programma di Contemporanea comprende dodici appuntamenti (alcuni proposti in più repliche) e offre un’equilibrata scelta tra spettacoli internazionali e nazionali. In After All Springville, Miet Warlop dipana una narrazione esplosiva attorno agli abitanti di una casa di cartone colorata e fumante e racconta con la leggerezza di un cartone animato la tragica storia di una comunità fallita (27 settembre, Teatro Metastasio, ore 21). Marlene Monteiro Freitas coreografa in Mal – Embriaguez divina un processo teatrale che, solo attraverso il corpo e le parole esclusivamente onomatopeiche di un gruppo di ballerini e interpreti, indaga il male in tutte le sue forme (3 ottobre, Teatro Fabbricone, ore 20.30).
I due lavori di El Conde de Torrefiel esplorano luoghi e spazi liminali, morte e luce intesi non come opposti: La luz de un lago tesse frammenti di vita di personaggi che vivono in luoghi e tempi diversi e parla di amore, lavoro e violenza in un mondo che visivamente collassa tra miraggi, trompe l’oeil e allucinazioni (4 ottobre, Teatro Metastasio, ore 20.30); Corpi Celesti è un’audioguida tra storie e personaggi per una passeggiata individuale nei Cimiteri di Prato, alla scoperta dei segreti che vi si celano (27, 28, 29 settembre + 3,4, 5 ottobre – Percorso guidato da fruire in autonomia).
In Karrasekare Igor X Moreno si ispira alle tradizioni carnevalesche pagane della Sardegna e dei Paesi Baschi, ritorna ai rituali pre-cristiani e a ritmi antichi per produrre nuove identità libere, fluide, queer, tra danze, canti e ebrezza che si mescolano (29 settembre, Teatro Fabbricone, ore 18.30). In Hit Parini Secondo e Bienoise sviluppano un progetto sul salto della corda utilizzato come elemento percussivo per manifestare i ritmi incarnati, con un gruppo di saltatrici che esegue una partitura ritmica e insieme coreografica in cui single-under, side-swing e double-under, combinati a voce e suoni sintetici, si armonizzano in una vera e propria hit (27 settembre, spazioK, ore 22).
Come sopravvivere in caso di danno permanenti di Francesca Santamaria è una radiografia coreografica, un referto che svela gli ingranaggi di un corpo, un archivio testuale e sonoro legato a infortuni e debilitazioni, indagando il tema del dolore fisico e emotivo post-trauma (28 settembre, spazioK, ore 22). Nicola Galli con Deserto tattile condensa gesto, luce e suono in una coreografia che esplora le forme del tatto e contempla il deserto inteso come spazio fisico sconfinato e condizione esistenziale (5 ottobre, Teatro Fabbricone, ore 20.30).
Antonio Tagliarini in La foresta trabocca dialoga con Gaia Ginevra Giorgi relazionandosi con il suo corpo che si muove attraversando e lasciandosi attraversare dallo sciame di affetti, il reticolo complesso di relazioni, l’equilibrio precario di spazio, tempo e filo del discorso (4 e 5 ottobre, spazioK, ore 22).
Dies Irae di Gloria Dorliguzzo è un concerto che racconta il rito della violenza alimentato dalle note di Galina Ustvolskaya, una sorta di rituale misterioso che al ritmo di metalli sbattuti su legno e incudine allude a un’idea di intima liberazione dai poteri omologanti (27, 28, 29 settembre e 3,4,5 ottobre ore 19.30, Sala del Refettorio della Chiesa di San Domenico). Infine Sì! Giorni felici di Matteo Pecorini sompone e scompagina il tempo, attraversando la vita di tre donne e riscrivendo l’omonima opera di Beckett con nuovi occhi e nuovi corpi (29 settembre, spazioK, ore 17 + 21.30).
Ad alimentare le possibilità di approccio agli spettacoli in programma, il progetto La pulce nell’orecchio del critico Giuseppe Di Lorenzo raccoglie una cartolina per ogni spettacolo al posto del libretto di sala: non delle sinossi o analisi critiche, ma altri percorsi diagonali che stimolano un’angolazione più che un giudizio. In ogni cartolina ci sarà un breve audio, un consiglio, un dubbio, uno stimolo alla ricerca, storie, suggestioni, canzoni da ascoltare dopo lo spettacolo e tutte assieme potranno essere collezionate in un raccoglitore creando la storia personale di ogni singolo spettatore, il suo percorso, la sua chiave di lettura.
Contemporanea è un progetto del Teatro Metastasio di Prato organizzato con il contributo di Regione Toscana, Comune di Prato e Provincia di Prato e con il sostegno di Estra e il contributo di Acción Cultural Española. Tutto il programma dettagliato disponibile sul sito del Teatro Metastasio.









