di Marcello Paris
SERRAVALLE – Serravalle pistoiese, patto rotto e programma non rispettato: queste in estrema sintesi le ragioni della rottura fra il sindaco Pietro Lunardi e il suo ex vice Federico Gorbi (eletto nella coalizione di centro destra con la lista Uniti per Serravalle) ora libero battitore nella compagine consiliare.
Parole pronunciate da Gorbi in conferenza stampa dove, con una certa veemenza, ha dato conto della sua uscita, o meglio defenestrazione, dalla Giunta di Serravalle Pistoiese. Infatti dopo le sue dimissioni da vice sindaco, si è visto togliere le deleghe mentre la carica di vice è stata assegnata a Alessio Gargini, l’assessore meno votato di tutta la compagine consiliare di maggioranza.

Ma vediamo meglio il cahiers de doléances snocciolate durante la lunga elencazione di cose su cui i contrasti erano più delle condivisioni. Un fiume in piena per dire le sue ragioni.
Intanto l’ex vice lamenta di avere appreso della revoca delle deleghe attraverso un Pec, “nemmeno il bon ton di una telefonata” ma soprattutto Gorbi non capisce le attestazioni di stima nei suoi confronti espressa da Lunardi all’indomani della rimozione per poi dire che “è venuto meno il rapporto di fiducia”.
Gorbi lamenta la rottura del Patto che li avrebbe visti insieme per tutta la legislatura, una rottura, secondo lui, arrivata a causa delle critiche che “a viso aperto”, portava all’interno della Giunta, e per essa al Sindaco, sul mancato rispetto del programma elettorale del 2022 che a tutt’oggi è stato realizzato, dice, solo al 10-15 per cento; mentre rivendica quanto fatto da lui e il suo assessorato in tema di Patrimonio, Ambiente, Lavori Pubblici, Bilancio e Tributi, Informatica, Urbanistica e Fiera (Fiera di Casalguidi) uno dei cardini della rottura.
Nell’elenco del non fatto Gorbi cita alcuni progetti che aveva lasciato al suo successore due anni fa nelle opere di prevenzione idraulica, i continui rinvii di opere pubbliche come la messa in sicurezza delle scuole, l’impoverimento del Distretto Sanitario di Masotti, la trascuratezza delle aree pubbliche, la completa assenza nelle politiche attive per il commercio. In tutto ciò c’è anche il rammarico per la “fuga” di Fendi (ancora non ufficiale ma nei fatti) che evidentemente non ha trovato corrispondenza in quanto programmato.
Tutti temi che l’ormai Consigliere Gorbi potrà affrontare in libertà nel confronto con il Sindaco e il resto della Giunta, pronto a sostenere le scelte da condividere augurandosi che “Lunardi e il resto della Giunta sappiano affrontare e risolvere”.
Io, dice, “rimango finché le condizioni lo consentiranno per rispetto a tutti i cittadini ma soprattutto ai 490 che mi hanno sostenuto con le loro preferenze, il consigliere più votato in assoluto”. Intanto aspetta di sapere cosa faranno gli altri assessori, cioè se condivideranno il suo operato o anche loro avranno dei ripensamenti.







