mercoledì, Settembre 9, 2026

Accorpamenti istituti scolastici, tre in provincia di Pistoia: la Cgil contro la Regione e Ministero 

PISTOIA – La Regione Toscana, con delibera della giunta uscente, fa retromarcia sugli accorpamenti degli istituti scolastici in Toscana (fino ad oggi sospesi) e riavvia il piano di dimensionamento scolastico attuato dal Governo.

In provincia di Pistoia probabilmente saranno tre gli istituti da accorpare nel 2026/2027: ITAS “Anzilotti” e Liceo “Lorenzini” entrambi di Pescia; ICS “Berni” di Lamporecchio e ICS “Ferrucci” di Larciano; ICS “Salutati – Cavalcanti” di Buggiano e ICS “Iozzelli” di Monsummano Terme. 

Giandomenico Lotito, Segretario Flc Cgil Pistoia sottolinea come, con delibera n. 36 del 20 gennaio 2025 la Regione Toscana, con l’appoggio della Cgil, aveva sospeso i 14 accorpamenti previsti in Toscana per l’anno scolastico 25/26 e successivi, creando un numero equivalente (14) di autonomie scolastiche grazie al DL 1 del 16/1/25 e attivandosi anche sul fronte delle vertenze.

“Adesso, vista l’intimidazione ricevuta in data 13 ottobre 2025 dal Ministero dell’Istruzione e del Merito per danno erariale e non attuazione del PNRR, la Giunta Regionale uscente (con delibera n. 1553 del 27/10/2025) decide di non sospendere più gli accorpamenti previsti e di effettuarne ben 16 in tutta la nostra Regione nell’a.s. 2026/27. Il Governo quindi continua il suo piano di smantellamento della Scuola Pubblica, usando tutti i mezzi a sua disposizione, spesso discutibili” continua la Cgil.

Nel dettaglio, si trova che il contingente stabilito di dirigenti e DSGA è vincolante ai fini della riforma PNRR, di conseguenza si devono effettuare dei tagli (di DS e DSGA) per poi ricevere altri tipi finanziamenti, £con il particolare che si vanno a tagliare elementi essenziali per la Scuola Pubblica e non fonti di spreco. Inoltre, con gli accorpamenti, non si perderanno solo i posti di DS e DSGA ma anche di Personale ATA e Docente, che hanno organici già in sofferenza da tempo. A questo potrebbero seguire anche eventuali chiusure dei plessi più isolati con un notevole disagio per l’utenza”.

“Inoltre, stavolta, è criticabile anche l’atteggiamento della Giunta Regionale in questi ultimi mesi, semplicemente per il fatto che o la Regione non aveva previsto un’azione così forte del Governo sottovalutando l’intera situazione, oppure tutta la questione era già attenzionata da tempo ma nel completo silenzio viste le elezioni appena passate. In ogni caso, in questo modo, siamo arrivati in un punto dell’anno nel quale i territori coinvolti nell’accorpamento dovranno prendere le decisioni finali nel brevissimo periodo” continua la Cgil.

Sui tre accorpamenti della provincia di Pistoia dovranno decidere le Conferenze Zonali (per gli Istituti Comprensivi) e il Tavolo Provinciale (per gli Istituti Superiori). Tale decisione verrà presa entro la metà di novembre.

“Senza un vero confronto con la Lavoratori-Cittadinanza e/o con gli Uffici Scolastici per un parere tecnico. Se non uscirà una delibare da tali incontri, la Regione procederà “d’ufficio” e in base al numero di iscritti. Come O.S. abbiamo già in programma diverse assemblee su tutto il territorio provinciale per informare i lavoratori, ma sicuramente non mancheranno occasioni di mobilitazioni con tutta la cittadinanza per cercare di fermare questo nuovo scempio nella Scuola Pubblica e, infine, auspichiamo che la Regione Toscana possa intervenire trovando delle soluzioni alternative (come successo in Campania ed Emilia Romagna) per sospendere nuovamente gli accorpamenti come già fatto in passato” conclude la Cgil.

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