PISTOIA – Giovedì 30 ottobre, La Fondazione Luigi Tronci di Pistoia, gremita in ogni ordine di posto, ha accolto il ritorno degli Òvera, band storica della scena pistoiese.
Un concerto che non è stato soltanto un’anteprima discografica, ma un viaggio dentro la memoria e il futuro, un intreccio di radici e nuove direzioni.
Nella zona adibita a palco, Stefano Nerozzi alla chitarra, Alessandro Pacini alla batteria, Andrea Signorini al basso, Pasquale Scalzi al flicorno e la voce di Paolo Ferro hanno dato vita a un suono che unisce profondità cantautorale e sperimentazione elettronica, senza mai perdere il legame con gli strumenti popolari che da sempre caratterizzano la loro identità.

Il concerto si è aperto con un tuffo nel passato con “Ignoto Mare” dall’album “Dettagli” e “E folle ancora” da “E io dov’ero”. Brani che hanno riportato il pubblico indietro nel tempo, prima di spalancare le porte al presente, anzi, al futuro, con l’anteprima di “Divergenze Condivise”, il nuovo lavoro in uscita oggi 31 ottobre 2025 su etichetta VREC Music Label e distribuito da Audioglobe.
L’album, suonato integralmente, contiene nove tracce inedite e due bonus track disponibili solo nella versione CD i remix di “Polvere” e “Se fosse noi”. È un disco nato da un processo collettivo, come raccontano gli stessi Òvera: «Questo disco parla di noi. Di canzoni scritte e poi cancellate, di tentativi, di discussioni, di frizioni e di amicizia. È una cosa minuscola e delicata, fragile come una foglia, onesta come il lavoro di un artigiano. Ora che cessa di essere solo nostro lo lasciamo andare, consapevoli che non ci porterà soldi e fama, e lo guardiamo come un figlio ormai grande a cui abbiamo dato tutto e che speriamo possa avere fortuna».

Dal vivo, le nuove composizioni hanno preso corpo una dopo l’altra: “Ad un passo da te” e “Metaverso” hanno aperto il percorso, seguite da “Erbe selvatiche”, che nella registrazione vede il featuring di Alessandro Fiori, fino a “Tutto cade” e “Pioggia calma”.
Ogni brano è apparso come una gemma autonoma, ma al tempo stesso parte di un mosaico coerente, capace di raccontare la band in tutte le sue sfaccettature.
Il viaggio è proseguito con due inediti, “Il nemico di me” e “Le nude notti”, che hanno mostrato la volontà degli Òvera di guardare oltre, di spingersi in territori nuovi senza rinunciare alla propria identità.
Il momento più intenso è arrivato con l’omaggio a Paolo Benvegnù, a cui questo nuovo album è dedicato. Sul palco si è unito Luca “Roccia” Baldini, storico bassista di Benvegnù, che ha condiviso ricordi e parole sul modo in cui Paolo viveva la musica e questi stessi luoghi del panorama musicale pistoiese.

Poi la musica ha preso il sopravvento con una esecuzione in solo di “Orlando”, un chitarra e voce che ha lasciato visivamente commossi molti nel pubblico presente e anche lo stesso Baldini. Concludendo la serata con una corale “Andromeda Maria” cantata insieme agli Òvera, che ha trasformato l’aula magna della Fondazione Luigi Tronci in un abbraccio collettivo, che ha unito palco e pubblico in un ultimo grande segno di affetto per Paolo Benvegnù.
Alla fine, quando le ultime note si sono dissolte, è rimasto nell’aria un senso di sospensione, come se nessuno volesse davvero uscire da quella bolla.

“Divergenze Condivise” dalla giornata di oggi sarà sugli scaffali dei negozi di musica, ma a Pistoia ha già trovato la sua casa. Dentro chi c’era, dentro chi ha ascoltato e si è riconosciuto in quelle divergenze che, per una sera, sono diventate davvero condivise.









