mercoledì, Settembre 9, 2026

Omicidio Cini, lunedì l’interrogatorio di garanzia per il cognato, che si dichiara innocente

di Ilaria Lumini

PISTOIA – Probabilmente l’interrogatorio di garanzia sarà effettuato la mattina di lunedì 22 gennaio. Quindi Daniele Maiorino, pratese di 58 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e dall’aver agito con sevizie e crudeltà, verrà ascoltato dal giudice circa la morte del cognato 57enne, Angelo Cini, avvenuta la mattina di lunedì 8 gennaio.

Daniele Maiorino

Verrà ascoltato soprattutto su quella “confessione” registrata più volte dagli ambientali posizionati dai carabinieri nella sua auto. Una confessione, forse una liberazione, che Daniele Maiorino ha fatto più volte da solo a bordo della sua auto. Una ricostruzione dettagliata dell’omicidio del cognato, con frasi come “L’ho preso a bastonate, gli ho dato fuoco” con particolari e dettagli accurati di cui solo gli inquirenti avevano conoscenza. E sono state proprio queste registrazioni a portare al decreto di fermo della Procura.

Maiorino, dopo essere stato ascoltato dai carabinieri in Caserma, da ieri pomeriggio si trova al carcere di Santa Caterina in Brana.

Dalle indagini patrimoniali dei carabinieri – diretti dal sostituto procuratore Leonardo De Gaudio – Alessio Cini è stato ucciso per soldi. La vittima aveva ereditato una quota in denaro di un lascito familiare che, alla sua morte, sarebbe succeduto alla figlioletta minorenne. Per gli inquirenti il movente che ha fatto scattare la furia omicida dell’indagato su Cini sarebbe stato proprio questa quota in denaro. Con la morte del padre, la figlia avrebbe ereditato i soldi e, data la sua minore età, probabilmente lo zio, quindi Maiorino, sarebbe succeduto come tutore e avrebbe potuto controllare il lascito ereditato.

Alessio Cini

Alessio Cini è stato picchiato con alle spalle e alla testa con un bastone o una spranga (ancora non è stata trovata l’arma del delitto ma sono stati sequestrati dai carabinieri della sezione operativa vari arnesi che potrebbero combaciare con quello usato per aggredire Cini) poi preso a calci al torace probabilmente quando si trovava riverso a terra e poi dato alle fiamme ancora semi-cosciente. Una aggressione avvenuta poco distante la porta di casa e che i carabinieri hanno collocato tra le 5.52 2 le 5.59 di lunedì 8 gennaio.

Il corpo semi-carbonizzato è stato trovato nel piazzale della villetta tri-familiare dove la vittima viveva assieme a sua figlia adolescente e alla famiglia di Maiorino e a una coppia di vicini. Le indagini sono iniziate prima sentendo le famiglie che abitano la villetta e poi analizzando le telecamere della zona che hanno documentato sia gli spostamenti delle persone (consentendo di escluderne alcuni tra i possibili sospettati), sia di collocale l’ora della morte di Alessio Cini con la registrazione dei bagliori di fuoco. Successivamente le intercettazioni ambientali sull’auto dell’indagato che hanno portato poi al fermo.

Intanto il cognato si dichiara innocente e per il suo avvocato il movente è “inverosimile”

Intanto l’avvocato difensore (Katia Dottore Giachino) dice che il suo assistito ha respinto l’accusa di aver assassinato il cognato e giudica “inverosimile” il movente.

“Le telecamere riprendono Cini che prende fuoco ma non si vede alcuna persona che si avvicina alla vittima”, aggiunge. L’indagato ha negato il monologo captato dalle ‘cimici’ nella sua auto. “Non dice ‘L’ho ucciso’ – aggiunge – ma l’esatto contrario ‘L’hanno ucciso’“. “Abbiamo sentito gli audio forniti dalla procura e le parole, a causa dei rumori di fondo, non sono chiare”.

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