PISTOIA – “Possiamo stare alla finestra, con le mani in mano, davanti a una umanità che fatica? Non ci fa un po’ male un mondo in cui sembra mancare una prospettiva, un mondo senza una speranza di fondo?”.
Il doppio interrogativo ha fatto da sfondo, nel Museo del Ferro di Pontepetri, a un incontro organizzato dalle ACLI pistoiesi con il presidente nazionale di questa associazione, il pisano Emanuele Manfredonia. Con lui ha dialogato, su input del giornalista Mauro Banchini, il vescovo di Pistoia Fausto Tardelli.
Pretesto dell’incontro, cui hanno preso parte diverse persone, l’ultimo libro di Manfredonia (“L’armonia degli sguardi”) prefatto dal padre gesuita Giacomo Costa (“Questo libro è un invito a lasciar cadere i tanti schermi davanti ai quali sempre più spesso ci troviamo. Un invito a tornare a fare l’esperienza di incrociare lo sguardo, ad accettare di essere guardati mentre si guarda”).
Un testo, quello di Manfredonia, che affronta, con linguaggio semplice e alla portata di tutti, i temi delle democrazie malate, del lavoro povero, delle migrazioni, delle guerre, delle ingiustizie e di una politica chiamata a ripensarsi, a ritrovare sé stessa, a non esaurirsi in propagande comunicative.
Presente il presidente del circolo ACLI di Pontepetri Giuseppe Lilli, hanno portato i rispettivi saluti il presidente provinciale ACLI Tommaso Braccesi e il sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo. Presente anche Alice Sobrero, responsabile dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese (l’incontro è stato ospitato nella sede di Pontepetri, quella dedicata al ferro).
Manfredonia ha annunciato, in una sorte di anteprima, la prossima iniziativa nazionale delle ACLI: una marcia in 57 tappe con partenza da Palermo il 2 settembre e arrivo il 15 dicembre a Strasburgo nell’Europarlamento.
Un cammino per promuovere tre temi forti che stanno molto a cuore all’associazione cattolica: pace, giustizia e lavoro. Saranno abbracciati in questo cammino – ha detto Manfredonia – i luoghi della vita quotidiana: scuole, fabbriche, cooperative, cantieri, campi agricoli, università, ospedali. E il 15 dicembre sarà consegnato ai rappresentanti del Parlamento Europeo un manifesto su pace e lavoro.


