mercoledì, Settembre 9, 2026

Alla festa di LiberEtà occhi puntati sui problemi della sanità

QUARRATA – E’ iniziata con un minuto di silenzio e riflessioni amare sulla tragedia nel cantiere dell’Esselunga a Firenze la festa (che così non poteva più definirsi) di LiberEtà (mensile nazionale dello Spi Cgil), tenutasi al Parco Verde degli Olmi, sabato mattina.

Questa occasione di approfondimento sulla sanità e sulla cura del territorio è stata organizzata dalla Lega Spi Agliana Montale Quarrata e ha visto una numerosa partecipazione di pensionati e non solo.

Marisa Grilli, della segreteria regionale dello Spi Cgil, e Marco Niccolai, consigliere regionale, sono stati moderati nella tavola rotonda dal giornalista di Tvl Francesco Rossano. Anche Marco Furfaro è riuscito a intervenire, nonostante si sia potuto solo collegare in remoto per pochi minuti, a causa della cancellazione del volo che lo doveva riportare in Toscana dalla Sardegna, dove era per la campagna elettorale delle Regionali.

Nell’introduzione, il segretario di Lega SPI della Piana, Luca Corsini Margheri, ha illustrato un quadro generale, non certo confortante, della situazione socio-sanitaria in cui versa l’Italia e purtroppo anche la Toscana, sebbene questa sia tra le Regioni in cui la sanità risponde meglio alle esigenze dei cittadini. Le risorse messe a disposizione dal governo per questo settore sono decisamente insufficienti.

L’onorevole Marco Furfaro ha sottolineato come l’Italia abbia un triste primato: un italiano su due si dichiara solo. 4 milioni di persone non riescono a curarsi; c’è uno svilimento della sanità pubblica, aggravato dall’autonomia differenziata. Il governo non investe – dice ancora Furfaro – e si limita a fare una “propaganda da regime” sull’erogazione di mille euro per anziano: solo mera sperimentazione per 20.000 persone su 3 milioni di non autosufficienti. Compito del centrosinistra è quello di ripristinare al centro delle priorità la salute, attraverso una politica di prossimità.

Il consigliere regionale Marco Niccolai ha spiegato il perché dell’aumento dell’Irpef deciso dalla nostra Regione: per salvaguardare l’attuale livello di servizi sanitari (diversi esclusivi della Toscana, come il trasporto gratuito per malati oncologici, le parrucche per chi affronta cure contro il tumore, agevolazioni per chi ha intolleranze alimentari come la celiachia…) non c’erano alternative, vista la mancata erogazione delle risorse da parte dello Stato.

Marisa Grilli, segretaria regionale Spi Cgil, ha spiegato il rischio di veder proliferare RSA per mano dei privati, perdendo il senso e la qualità del servizio per gli anziani, per i quali principalmente si dovrebbe intensificare l’assistenza domiciliare: la regia del pubblico dovrebbe essere molto più efficace. Focus anche sulla telemedicina e sulla carenza dei medici di base, soprattutto nelle aree interne, che, secondo il sindacato, dovrebbero essere resi strutturali al sistema. L’esempio più significativo fatto da Francesco Rossano è stato quello di Sambuca Pistoiese, dove il medico di medicina generale è anche quello di una zona della città di Pistoia; un’impresa pressoché impossibile dunque la efficace gestione dei pazienti.

Dopo alcuni interventi dalla platea, la chiusura dell’iniziativa è stata affidata al segretario provinciale dello Sou Cgil, Andrea Brachi, che ha evidenziato le notevoli difficoltà in cui si trovano tanti anziani, anche nella nostra provincia. Il sindacato è sempre presente e attivo tra le persone e con le Istituzioni per portare la voce di tutti i più fragili e per condurre in maniera determinata e costante battaglie per la salute e per la giustizi sociale.

L’iniziativa è stata “seguita” anche dal camper dello Spi Cgil, che da pochi mesi presidia a rotazione varie zone della provincia, offrendo ascolto, risposte sui servizi sindacali per i pensionati e funzionando anche da punto di prestito di libri.

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