domenica, Luglio 5, 2026

Alla Forteguerriana una mostra documentaria sulla moda femminile

PISTOIA – Una piccola ma interessante mostra documentaria sulla moda femminile attraverso un’esposizione di stampe, documenti e riviste d’epoca tra storia del costume e di genere.

Alcuni documenti esposti in Sala Gatteschi per la mostra “C’è moda e moda” (fotografie di Andrea Capecchi)

Fino al prossimo 30 settembre nelle quattro teche espositive della Sala Gatteschi al primo piamo della Biblioteca Forteguerriana è possibile compiere un interessante viaggio tra libri, stampe, acqueforti, pagine di riviste e giornali d’epoca (come alcune copertine del “Corriere delle Signore”, celebre rivista di moda, cultura e attualità pubblicata a Milano dal 1897 al 1922) che illustrano le tendenze generali e i capi di vestiario della moda femminile, in particolare nei decenni finali dell’Ottocento.

Ci troviamo infatti in un’epoca segnata da profonde trasformazioni sociali, con l’inizio di un lento processo di emancipazione femminile e la crescente ricerca, da parte delle donne, di un nuovo modo di esprimere se stesse in rapporto alla società e alle occasioni mondane, grazie anche agli strumenti e alle opportunità offerte dalla moda. La diffusione di quest’ultima presso le donne della media e alta borghesia è favorita dalla nascita di riviste e giornali specializzati, rivolti specificatamente a un pubblico femminile, che proprio in questi anni fanno la loro comparsa anche in Italia.

È una piccola “rivoluzione” sociale e di costume che rivive nei documenti esposti alla Forteguerriana, in una mostra arricchita dalla scenografica presenza di “dipinti ad ago”, ossia materiali tessili ricamati provenienti dal Museo del Ricamo di Pistoia, e di costumi realizzati per le sfilate storiche della Giostra dell’Orso.

Un doveroso tributo alla creatività e all’impegno delle modiste e delle ricamatrici pistoiesi, che con il loro paziente lavoro hanno saputo trasformare fili e tessuti in stoffe, vestiti, scialli, borse, vere e proprie opere d’arte che ancora oggi decorano e accompagnano chi le indossa.

Vestiti disegnati, lavorati da mani esperte o da macchine, cuciti, ricamati con accuratezza, lavati e ripiegati dentro armadi e cassetti, e che possono trasformarsi in preziose narrazioni, attraverso la memoria e la cura di chi li ha salvati dalla loro apparente natura effimera per custodirli e consentirgli di attraversare il tempo. Perchè cucire, tessere, ricamare, rammendare, lavorare a maglia sono anche modi per narrare e tramandare affascinanti “storie di moda”.

La mostra, a ingresso libero, è visitabile negli orari di apertura della biblioteca: dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13.30, il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17.30.

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