SERRAVALLE – Dura la risposta del gruppo “bocciato” prima dalle polemiche e poi dal sindaco, che ha cancellato il concerto previsto nella Rocca di Castruccio il 1° di agosto. ‘The Devils’ considerano la vicenda “grottesca” e liquidano l’intervento del Sindaco Lunardi come “un triste comunicato si commenta da solo”. Ribattono invece agli “zelanti custodi della morale e al suo manipolo di adepti” che hanno messo in moto questa storia.

A loro intendono sottolineare che “ripugnano ogni forma di strumentalizzazione politica e demagogica, esattamente quanto qualsiasi forma di fanatismo”. E ricordano che “non siamo noi i provocatori; semmai, ci interessa provocare noi stessi e le nostre coscienze”.
“Dopo undici anni e oltre settecento concerti sui palchi di mezzo mondo, è accaduto esattamente – aggiungono – ciò che quelle opere raccontavano. Nel 2026, in Italia, politica, moralismo e religione sono tornati a reclamare il privilegio di decidere ciò che l’arte debba essere e ciò che debba tacere”.
Si dicono dispiaciuti di non poter suonare a Serravalle, ma allo stesso tempo provano anche “un certo orgoglio” per la forza della loro musica e del loro messaggio.
Qui sotto la nota integrale che il Gruppo, esorcizzato da Serravalle Rock, ha postato sulla sua pagina ufficiale di FB
NAPOLI – “Dopo l’annuncio della nostra partecipazione al Serravalle Rock, in programma il 1° agosto 2026 a Serravalle Pistoiese (PT), festival al quale avevamo già partecipato nel 2024 senza alcun tipo di problematica, una lista civica locale, “Serravalle Civica”, ha avviato, attraverso i social e la stampa, una campagna pubblica denigratoria contro la nostra presenza al festival, chiedendone l’annullamento con motivazioni deliranti legate alla presunta blasfemia dei nostri contenuti e ad altri argomenti di carattere morale che violerebbero lo statuto comunale e altre idiozie e isterismi del genere per “strumentalizzarci”.
Nei giorni precedenti alla nostra cancellazione, secondo quanto ci è stato riferito dall’organizzatore del festival il sindaco ha continuato a ricevere pressioni da parte della lista civica e anche da esponenti del clero.
La motivazione ufficiale poi che ci è stata comunicata dall’organizzatore del festival è che il sindaco ha deciso di cancellare la nostra esibizione per motivi di ordine pubblico…
Abbiate pazienza, ma permetteteci ora due parole libere su tutta questa grottesca vicenda.
Al sindaco e al comune nemmeno ci degniamo di una replica perchè il triste comunicato si commenta da solo, non hanno avuto nemmeno il coraggio di nominarci nella loro nota ufficiale!

Per quanto riguarda questi baldi e solerti cittadini, molto civici e molti devoti… o forse molto più devoti al proprio partituccio che al proprio Dio, che hanno pensato bene di usarci come materiale da campagna elettorale, alimentando i più facili e beceri moralismi.
Sappiamo bene che ricorrere a questi miserevoli mezzucci rientra nel tragicomico mestiere di certi aspiranti politicanti da strapazzo, e ci fanno tanta ma tanta pena.
A questi zelanti custodi della morale e al suo manipolo di adepti cosi fedeli, che fedeli… vogliamo ribadire una cosa molto semplice.
I Devils ripugnano ogni forma di strumentalizzazione politica e demagogica, esattamente quanto qualsiasi forma di fanatismo e culto religioso.
Per quanto ci riguarda, l’arte è sovversione. La civiltà che vorreste imporre voi, invece, è repressione.
Non siamo noi i provocatori; semmai, ci interessa provocare noi stessi e le nostre coscienze.
Undici anni fa scegliemmo di attraversare il rock’n’roll passando per le visioni di Ken Russell e le pagine di Aldous Huxley, non per gusto dello scandalo: lo scandalo è l’occupazione preferita dei moralisti, non degli artisti.
Lo facemmo perché quelle storie parlavano di qualcosa che si ripete da secoli: della farsa di Dio attraverso il rapporto marcio e corrotto tra politica e religione, del fanatismo, del moralismo, della paura e dello spauracchio del diavolo, agitato per tenere ancora per le palle le popolazioni mondiali, e della necessità di trovare un colpevole da mettere “al rogo” quando qualcuno disturba l’ordine costituito.
Dopo undici anni e oltre settecento concerti sui palchi di mezzo mondo, è accaduto esattamente ciò che quelle opere raccontavano.
Nel 2026, in Italia, politica, moralismo e religione sono tornati a reclamare il privilegio di decidere ciò che l’arte debba essere e ciò che debba tacere.
Ci dispiace non poter suonare. Noi viviamo per questo.
Ma, allo stesso tempo, non possiamo fare a meno di provare anche un certo orgoglio. Se la nostra musica è ancora capace di mettere in discussione certi meccanismi di potere e certi rigurgiti moralistici, allora forse il rock’n’roll non è morto.
Il rock’n’roll non chiede permesso e non si lascia mettere il bavaglio. È nato per rompere gli schemi e dare voce a chi rifiuta ogni censura. Da musicisti difendiamo la libertà di esprimerci contro chiunque voglia piegare la musica a ideologie, politica o religione”.
THE DEVILS
Gianni Blacula & Erika Switchblade







