di Marcello Paris
PISTOIA – A dialogare con i soci è stato inviato il direttore di Confesercenti Pistoia Stefano Giachetti il quale ha evidenziato la crisi che da anni assilla la categoria con particolare riferimento alla provincia di Pistoia ma volgendo lo sguardo anche al panorama regionale e nazionale.
Complessivamente la situazione non è rosea perché sono più gli esercizi commerciali che chiudono rispetto alle aperture. In provincia di Pistoia su 10 aziende che chiudono ne aprono 3: un saldo negativo anche in termini di occupazione perché non compensato dalle assunzioni nella grande distribuzione.
E proprio la grande distribuzione è stato il primo campanello d’allarme della categoria una situazione, poi, peggiorata con le vendite online. Fra le varie categorie che rientrano nel settore commercio le uniche voci positive si registrano nel turismo e nei servizi, in particolare i servizi alla persona. Componente quest’ultima però che crea poco valore.
Il direttore Giachetti ha portato anche dei numeri: nella ristorazione in dieci anni ha cessato l’attività circa il 50% delle imprese e il commercio al dettaglio il 36%. Un panorama che tende sempre più a farsi fosco.
Oltre a questi problemi assistiamo ad un invecchiamento degli imprenditori del commercio che in Toscana hanno raggiunto la media di 53 anni. Gli ostacoli che si trovano davanti i giovani oltre alla contrazione delle vendite è l’elevato carico fiscale e la burocrazia che oltre rallentare il lavoro è un costo.
Giachetti ha trattato poi i rapporti con le amministrazioni di riferimento non sempre attente ai bisogni della categoria. È importante confrontarsi, ha detto, e ascoltare le richieste degli operatori, poi l’Amministrazione fa le sue scelte ma dialogare non può fare altro che bene perché il confronto delle idee può dare risposte ai problemi di chi li vive sopra la propria pelle.
Tutto quanto detto va poi rapportato alla disgregazione del tessuto sociale: la mancanza di negozi di vicinato impoveriscono il territorio, soprattutto gli aggregati urbani e i centri storici sempre più vuoti e desolati. Insomma la sparizione dei negozi di vicinato o di prossimità e la desertificazione come già avviene per le farmacie nei luoghi disagiati o le edicole.
Alla conclusione della conferenza ha fatto seguito una breve discussione con i soci interessati a conoscere alcuni dettagli fra i quali la ricerca di personale e la disponibilità ad accettare il lavoro. Un tasto dolente, ha risposto il direttore. Noi facciamo anche dei corsi per avviare alla conoscenza del lavoro ma spesso c’è improvvisazione nell’avviare un’attività e questo non aiuta a far crescere il settore. Infatti, la fidelizzazione del cliente dimostrando professionalità e competenza, ha concluso, aiuta il settore che ne ha tanto bisogno.







