di Paolo Bruni
PISTOIA – Milito nel Partito democratico dalla sua nascita e da molto di più in una delle sue radici dalla quale prende vita… ho fatto parte del suo gruppo dirigente dalla fondazione al febbraio del 2021, quando, non condividendo l’idea di andare al governo nazionale con la Lega, diedi le dimissioni da ogni incarico politico… ho quindi la presunzione di conoscerlo un po’… e tuttavia il PD riesce ancora a sorprendermi. Non sempre in positivo.

La mia memoria non ricorda, ad esempio, nessuna elezione di un Segretario provinciale avvenuta senza che questa fosse chiaramente all’ordine del giorno dell’Assemblea preposta… tanto da dover necessitare (poiché era incomprensibile ai più!) una nota aggiuntiva in una successiva comunicazione nel tardo pomeriggio di martedì.
Mi sembra un vulnus rilevante.
L’Assemblea di ieri sera era chiaramente chiamata ad eleggere il suo Presidente. Un tema di primaria importanza. Il Presidente (in questo caso La Presidente, Auguri di buon lavoro a Stefania), immaginavo ingenuamente, che avrebbe convocato una nuova Assemblea nell’arco di un mese e, nel frattempo, sempre ingenuamente, credevo che avrebbe condiviso e coordinato insieme ai vertici regionali una larga consultazione per l’individuazione di una candidatura la più ampiamente possibile condivisa.
Dopo invece oltre quattro mesi di apparente immobilismo… ieri sera arriva la doppia proposta: Presidente e Segretario in una serata! “Quanto e come” sono state e stati coinvolti i membri dell’Assemblea? Non era forse meglio sviluppare un percorso di maggiore trasparenza e di più profondo coinvolgimento per la scelta della guida provinciale della nostra comunità?
Qualcuno che parla in modo forbito potrebbe chiamarla “sgrammaticatura politica”… Compagni e amici a me sembra un errore. Pesante e deludente.
Abbiamo davanti sfide elettorali che dovremo essere capaci di affrontare con intelligenza ed esperienza ma anche con coraggio, determinazione ed energia. Sarà difficile aprirsi agli altri se abbiamo paura di un confronto libero e sincero, trasparente e largo al nostro interno.
Ho sempre più difficoltà a riconoscermi in comportamenti politici di questa natura. Non per una questione di legittimità… ma per una ragione ancor più profonda… di rispetto tra noi.
Questa scelta mi ha offeso.
Non la scelta della persona (a Mazzanti faccio sinceri auguri di buon lavoro) in sé… ma il modo in cui è avvenuta… il timore dimostrato nel rifugiarsi in una generazione (la mia!) che non rappresenta il futuro, anziché scommettere sull’entusiasmo, la passione e le capacità di chi pur avendo meno esperienza ne ha già a sufficienza per cimentarsi con sfide che devono parlare un linguaggio nuovo per essere vincenti.
Dal gruppo dirigente sono uscito da quasi quattro anni… oggi avevo un appuntamento con il mio Segretario di Circolo per il rinnovo della tessera… gli ho detto che non era la giornata giusta… meglio aspettare ancora qualche settimana e riflettere… mi dispiacerebbe lasciare una tessera che ho in tasca (per estensione) da quando ero poco più che ragazzo…
E ancor più mi dispiacerebbe dover non mettere, per la prima volta, la croce sul simbolo di sempre… l’esperienza però mi insegna che se si prende una via… spesso ci si affeziona ad essa e la si lascia malvolentieri… se per la scelta del prossimo appuntamento elettorale la strada dovesse essere simile a questa… immaginando una discussione preventiva tra pochi e scelte compiute sulla testa di tanti… perché “ormai è tardi”… beh… allora tutto diventa possibile per tutti.










