FIRENZE – La regione eccelle nel PNRR, con il 79% dei cantieri già in fase avanzata, ma esplode l’emergenza abitativa e la carenza di manodopera specializzata. In estrema sintesi, il comparto delle costruzioni in Toscana si trova oggi di fronte ad un bivio.

Il settore incide per circa un quarto sull’intero apparato industriale regionale ed è leva determinante per gli investimenti infrastrutturali, per i programmi di rigenerazione urbana e per la transizione ecologica ed energetica.
Nel 2025, l’edilizia è stata uno tra i comparti più dinamici della Toscana, con una crescita del valore aggiunto del 2,3% e un impatto decisivo sull’occupazione, che ha registrato un incremento tendenziale del 4%. In termini di investimenti, lo scorso anno, si è chiuso in flessione (-2,6% in termini reali) mentre per il 2026 si prevede un’inversione di tendenza con una crescita stimata del +5,5% grazie al completamento delle opere del PNRR e da una ripresa del mercato dei lavori pubblici.
I primi tre mesi del 2026 riportano valori positivi per i bandi di gara che, con un totale di 470 mln di euro, segnano una crescita del +150% grazie alla presenza di procedure di importo più elevato.
Di contro però arrivano i primi segnali di una frenata strutturale negli investimenti privati. I dati sui finanziamenti a lungo termine per investimenti in abitazioni sono infatti crollati di oltre il 50% rispetto al 2025, scendendo persino sotto i livelli del 2023.
I dati elaborati dal Centro Studi di Ance Toscana sono stati presentati questa mattina dal presidente di Ance Toscana Rossano Massai, in una conferenza stampa in cui erano presenti anche i vicepresidenti di Ance Toscana Gian Giacomo Gellini e Stefano Fani.
La Toscana si conferma una delle regioni più virtuose nella gestione del PNRR. Con 1.981 progetti in grado di generare attività edilizia, per un valore di circa 5,7 miliardi di euro, la regione vanta tempi di realizzazione record: il 79% dei cantieri è già concluso o in fase avanzata, un dato sensibilmente superiore alla media nazionale. Tuttavia, la preoccupazione si sposta sulla programmazione ordinaria: per quanto riguarda i Fondi Strutturali UE 2021-2027, a fine 2025 la spesa effettiva era ferma ad appena il 14,3% delle risorse assegnate, nonostante sia già stato impegnato il 46% del budget.
“Quando l’Italia deve lavorare in emergenza, dimostra di essere straordinariamente brava – sottolinea il presidente di Ance Toscana Rossano Massai -. La Toscana ne è la prova, con la gestione dei cantieri del PNRR. Tuttavia, non possiamo vivere di sole emergenze”.
“Dall’esperienza del PNRR dobbiamo ora trarre le lezioni migliori, a partire dalla semplificazione delle procedure e dall’assunzione di responsabilità degli enti pubblici – prosegue Massai -. Questi modelli di monitoraggio continuo e snellimento burocratico non devono restare un’eccezione legata a una scadenza, ma devono essere applicati alla normalità del nostro operare quotidiano”.
In Toscana si registra una profonda emergenza legata all’accessibilità economica all’alloggio. Il 2025 ha visto una decisa ripartenza delle compravendite (+9,5%), trend che prosegue anche nel 2026. Tuttavia, l’accessibilità economica è ai minimi storici: per un reddito medio-basso, l’acquisto di una casa è ormai precluso in tutti i capoluoghi toscani. A Firenze, la situazione è critica: la rata del mutuo incide per il 53% sul reddito, mentre l’affitto arriva a divorare il 66,9% dello stipendio.
“Il futuro del settore e del territorio non può reggersi solo sulla spesa pubblica – spiega ancora il presidente di Ance Toscana Rossano Massai -. È fondamentale un cambio culturale: i finanziamenti pubblici devono agire come stimolo per i finanziamenti privati, creando un effetto moltiplicatore attraverso lo strumento del Partenariato Pubblico-Privato (PPP). Oggi vediamo che né il pubblico né il privato da soli possono risolvere le grandi sfide che abbiamo davanti, come l’emergenza abitativa o la rigenerazione urbana”.
“Dobbiamo passare dalla logica dei bonus a quella di una programmazione certa nel tempo – conclude Massai -; attraverso una riforma dell’apparato pubblico e un investimento massiccio sulle competenze delle persone”.
Il settore, oggi, deve affrontare anche una altra ardua sfida: la mancanza di figure specializzate. L’87% delle imprese toscane, infatti, ricerca operai qualificati, mentre il 69% fatica a trovare figure tecniche come direttori di cantiere e project manager. Nei prossimi anni, il settore dovrà affrontare un ricambio generazionale massiccio, con oltre 7.000 lavoratori over 60 che lasceranno il cantiere. Per governare questa transizione, Ance Toscana propone di:
- Consolidare l’Osservatorio Regionale dell’Edilizia Toscana come strumento permanente per orientare le politiche regionali.
- Rafforzare la filiera tecnica che lega scuole, formazione professionale, ITS Academy e imprese.
- Incrementare gli investimenti nella formazione tecnica superiore (ITS ATE), che già oggi garantisce un’occupabilità del 70% con una coerenza quasi totale (93%) tra studi e lavoro svolto.





