di Francesco Belliti
PISTOIA – In questi mesi abbiamo solo elogiato la Giorgio Tesi Group Pistoia: ne abbiamo evidenziato la forza a livello di collettivo, il valore dei singoli ed il gioco portato in dote da coach Brienza. Non per chissà quale sudditanza o forma di tifoseria, ma per un’obiettiva valutazione di tipo sportivo. I numeri, poi, vengono in soccorso anche degli analisti più convincenti: 17 vittorie su 21 partite di campionato, 9 delle quali lontane dal PalaCarrara. Questo per cominciare, ma si può dire tranquillamente altro.

Pistoia occupa attualmente il secondo posto nel Girone Verde, con alle spalle Cantù, Treviglio, Torino e Mantova. Si citano queste quattro e non altre per il semplice fatto che, ad inizio stagione, erano ritenute abbondantemente superiori ai biancorossi da parte di molti addetti ai lavori (sottoscritto incluso, siamo sinceri). Il tutto dopo aver perso, a metà campionato, il suo miglior realizzatore, Jazz Johnson: con lui il record era di 8 vittorie e 3 sconfitte, mentre quello senza l’ex Cantù è attualmente di 9-1 (trasferta di Torino compresa). Senza contare, infine, le due vittorie esterne arrivate senza poter schierare pezzi pregiati dello scacchiere: a Mantova privi di Wheatle e questa domenica a Capo d’Orlando dovendo fare a meno di Saccaggi.
Pistoia non conosce limiti e getta sempre il cuore oltre l’ostacolo: ne sono prova i successi più recenti, quasi sempre arrivati all’ultimo possesso e nonostante la pressione avversaria. Assigeco Piacenza, Urania Milano, Biella, Orlandina: tutte si sono dovute arrendere, pur non demeritando, di fronte alla tenacia degli uomini di coach Brienza. Ma, a questo punto della stagione, la domanda sorge spontanea: dove può arrivare questa Giorgio Tesi Group?
“Sky is the limit”, dicono spesso gli sportivi americani. Diverso è quando si deve fare i conti con la realtà, e forse questo può essere il momento giusto per farvi appello. Pistoia, esaurita la parentesi delle Final Eight in questo weekend, deve puntare ai play-off (ormai praticamente certi) con l’obiettivo di arrivarci nelle condizioni più favorevoli: fattore campo almeno al primo turno ed energie ancora in abbondanza, per cominciare. Improbabile, salvo scenari o opportunità clamorose, pensare che il roster sarà rinforzato con un elemento in grado di fare la differenza nella post-season: non solo per motivi prettamente economici, ma anche perché il segreto di questa squadra risiede nell’equilibrio e nelle gerarchie stabilite sin dal primo giorno, con importanti responsabilità date agli elementi più giovani.
Sarebbe superfluo dilungarsi sulla formula dei play-off e sulla caratura e profondità delle principali pretendenti a salire. Quindi la chiudiamo così? No, perché Pistoia potrà, anzi dovrà giocarsela anche in questo ultimo atto, che altro non sarà che un test: il test finale di una stagione che ha dato solo ottime indicazioni. Oltre a provare fino all’ultimo a fare da guastafeste ai piani di chi ha investito per l’A1 o di coloro che già ad inizio stagione dichiaravano, sicuri, di essere “in A2 solo di passaggio”, i biancorossi dovranno capire definitivamente a che punto sono. Cosa manca a questa squadra per ridurre il gap con le varie Udine, Cantù e Scafati? Quale sarà il bagaglio d’esperienza che si porteranno dietro i più giovani da questo campionato? Se si riuscirà a rispondere a queste domande, con l’incoraggiamento derivato da un ottimo cammino ai play-off, allora si potranno gettare le basi per un futuro ancora più ambizioso.
Un futuro che dovrà passare dalla conferma degli elementi più imprescindibili: dopo il rinnovo di Saccaggi, anzitutto, sarà importante cercare di trattenere a Pistoia anche Wheatle, che ha opzione per un altro anno nel contratto, per poi proseguire con Riismaa e Del Chiaro, la cui crescita è sotto gli occhi di tutti. Senza dimenticare, infine, l’importanza sia sul campo che fuori di Della Rosa e Magro e l’investimento assolutamente da proseguire con il giovane Allinei. Sette giocatori con un grande senso di appartenenza, cui andranno poi affiancati due stranieri e almeno un italiano capaci di incidere nella categoria. Solo così si potrà mandare un segnale deciso a città e tifosi, ossia che a Pistoia si vuole tornare a calcare i palcoscenici più importanti del basket italiano.
I sogni non costano nulla, ma un progetto serio spesso e volentieri li trasforma in realtà.





