PISTOIA – Da domani la Chiesa Museo San Salvatore, la più antica della città, diventa la quarta sede espositiva di Pistoia Musei, uno dei “bracci operativi” della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.
Dopo due secoli di abbandono torna a nuova vita in chiave museale la chiesa di via Tomba di Catilina, a due passi dal Duomo, di cui si hanno notizie fino dal X secolo e che oggi è stata presentata alla stampa dal presidente della Fondazione Lorenzo Zogheri e dalla presidente di Pistoia Musei Cristina Pantera, accompagnati dalla direttrice Monica Preti insieme all’esperto museale Claudio Rosati e dall’architetto che ha seguito il lungo iter del restauro Nicola Becagli.

La chiesa appartiene alla diocesi che, come ha scritto il vescovo Monsignor Fausto Tardelli, grazie al “lungimirante accordo con la Chiesa Cattedrale e la Fondazione non solo è stata recuperata una chiesa che aveva bisogno di essere restaurata, ma ha anche dato un’ulteriore sede a Pistoia Musei”, mentre per Zogheri l’investimento nel progetto di San salvatore “è una nuova e rilevante tappa di un percorso molto impegnativo per preservare e valorizzare il patrimonio culturale, artistico e architettonico locale”.
Il paziente lavoro di restauro e gli scavi, sia all’interno che sul sagrato, hanno portato alla luce resti delle parti più antiche della chiesa evidenziando preesistenze romane e altomedievali. Inoltre è stata “scoperta” parte della fossa di fondazione della prima cerchia muraria di epoca longobarda (VIII secolo d.C.).
Questa scoperta ed alcuni ritrovamenti di epoca romana hanno riportato alla cronaca la leggenda sulla fine di Catilina che si dice sia stato sepolto in questo sito. Fra quanto trovato, in una sorta di “pozzo votivo”, ci sono frammenti di tessuto, un vaso in terracotta, monete, cenere (oggetti ora visibili all’interno) che, grazie a sofisticate analisi e fonti storiche, gli archeologi hanno potuto ricostruire una pratica riconducibile ad un rito di riconsacrazione celebrato nel 1580.
Non solo, gli scavi sul sagrato, di cui in passato avevamo dato notizia, hanno portato alla luce 25 scheletri che ora si trovano a Firenze per una valutazione di carattere etnico archeologico per capire a chi appartenessero e la data di inumazione.

Come hanno sottolineato Claudio Rosati e Nicola Becagli, responsabili del progetto museologico e museografico, nel descrivere le caratteristiche architettoniche della struttura, il percorso espositivo offre al pubblico un racconto che si sviluppa su diversi livelli di lettura che lo stesso visitatore può approfondire attraverso quanto il museo offre: osservare, ascoltare, toccare. Infatti all’interno, dove fanno bella mostra di se i resti di un pregevole affresco “Compianto di Cristo morto” databile alla fine del Duecento attribuibile alla cerchia di Lippo di Benivieni, un allestimento digitale invita e aiuta ad una migliore fruizione del museo e del suo contenuto.
Per comprendere a pieno quanto si osserva è stato predisposto un foglio di sala, in italiano, tedesco, francese, inglese e cinese, che oltre a descrivere il contenuto invita all’interazione con alcune parti di quanto ricostruito. A breve ci sarà anche un percorso in Braille per persone con disabilità visiva.
Per usare le parole della direttrice Preti, San Salvatore può essere considerato la porta di accesso a tutti gli altri luoghi del circuito museale di Pistoia Musei.

Oltre alle visite dei turisti, a richiesta il museo sarà a disposizione delle scuole in funzione didattica e sempre a richiesta di gruppi organizzati anche fuori dai normali orari di apertura. Apertura che dal 25 al 30 settembre sarà visitabile gratuitamente dalle 10 alle 18 mentre dal primo ottobre sarà aperto sabato e domenica dalle 10 alle 18 al costo di 3 euro, gratuito per bambini con meno di sei anni.
Domani alle 16 l’inaugurazione.







