giovedì, Settembre 10, 2026

Arrestati dai Carabinieri di Pistoia 3 topi di appartamento

PISTOIA – I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pistoia hanno arrestato 3 cittadini stranieri (due albanesi e un kosovaro) al termine di una attività d’indagine culminata con l’emissione da parte della Procura della Repubblica pistoiese di tre misure pre-cautelari di “fermo di indiziato di delitto”. Sono considerati responsabili, in concorso tra loro, di furto aggravato in abitazioni.

L’attività investigativa, sviluppatasi a partire dal mese di ottobre 2024 a seguito di alcuni furti verificatisi nella Provincia, in particolare nei comuni di Montale e di Agliana, si è articolata mediante l’analisi delle varie immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nelle zone: dalle immagini sono stati individuati i veicoli utilizzati dai tre malviventi.

Sono stati poi ricostruiti i movimenti dei tre, legandoli a numerosi episodi nella provincia di Pistoia, ma anche in quelle di Firenze, Prato e Pisa.

Attraverso poi anche a mirati servizi di controllo e pedinamento gli investigatori sono riusciti a individuare la base operativa del sodalizio, situata in una zona periferica di Firenze dove, nella tarda serata di domenica, sono stati fermati i 3 uomini al rientro da vari sopralluoghi per preparare una serie di furti effettuati sul territorio pistoiese, già pianificati per la notte successiva.

I 3 sono stati trovati in possesso (addosso e sui veicoli in uso) di numerosi arnesi e attrezzi per lo scasso (alcune smerigliatrici, tronchesi, piedi di porco, grossi cacciaviti) e di “tenute operative” (abbigliamento di colore nero, guanti e articoli per nascondere il volto, come cappellini, scaldacollo, sciarpe ecc.).

Nel corso delle operazioni è stato infine accertato che uno dei soggetti era “ricercato” perchè si era sottratto alla cattura a seguito di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Livorno, sempre relativo ad alcuni furti commessi in quella provincia nel 2021.

Al termine delle operazioni, tutti sono stati associati alla casa circondariale di Prato a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Pistoia che coordina l’indagine.

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