di Martina Lepore
LUCCA – «Una serata speciale con un grande attore e un film molto bello». Così è stata introdotta la serata di martedì 29 settembre da Nicola Borrelli, presidente del Lucca Film Festival, in occasione della proiezione del film «Baracoa», co-produzione italo-cubana del 2025, presentato per l’occasione dal celebre attore Giancarlo Giannini, alla presenza del regista Luis Ernesto Doñas e del produttore Francesco Papa.

Dopo un breve ringraziamento a chi ha reso possibile la realizzazione del festival, ha preso la parola Valentina Pagliai, collaboratrice di Robert F. Kennedy Human Rights – Italia, nel ruolo di coordinatrice dei progetti educativi, di legacy e di formazione rivolti a docenti e studenti.
L’associazione è un’organizzazione no profit creata nel 1968 da amici e familiari del senatore Robert F. Kennedy, con l’obiettivo di portarne avanti l’eredità morale e realizzare il sogno di un mondo più giusto e pacifico. Grazie ai diversi programmi e a un’attività di sensibilizzazione ed educazione ai diritti umani, il centro si rivolge alle future generazioni promuovendo risorse educative su temi contemporanei come diritti umani, giustizia sociale e solidarietà. Inoltre incoraggia il dialogo attraverso attività formative e partecipative rivolte a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, educatori ed educatrici, al mondo della scuola, al terzo settore e alle istituzioni.
L’associazione ha collaborato attivamente alla realizzazione del film e Valentina Pagliai ha sottolineato come questo legame sia nato quasi «per caso». Ha inoltre evidenziato l’importanza del cinema come strumento per affrontare e raccontare il tema dei diritti in tutto il mondo. Questa è stata infatti l’occasione per puntare i riflettori su Cuba, un Paese in continua trasformazione.
«È un modo per raccontare al grande pubblico cosa succede in Paesi lontani da noi», ha continuato Valentina Pagliai, sottolineando ancora una volta quanto sia importante utilizzare il mezzo cinematografico come mezzo per “raccontare”.
Ha preso poi la parola Giancarlo Giannini, vincitore di numerosi premi, tra cui Nastri d’argento e David di Donatello, oltre a essere stato insignito di una stella sulla Hollywood Walk of Fame. Una figura che rappresenta certamente uno dei pilastri del cinema italiano e mondiale e che vanta una lunga carriera, con film come «Dramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca)» (1970) e «Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto» (1974).
Giannini ha raccontato cosa abbia rappresentato il film per lui, descrivendo l’esperienza delle riprese e la possibilità di conoscere più da vicino la realtà cubana. Ha concluso il suo intervento sostenendo che «le rivoluzioni non finiscono mai», legandosi ancora una volta al suo personaggio anche al di fuori dello schermo.

Opera prima del giovane regista Luis Ernesto Doñas, «Baracoa» racconta le vicende di una Cuba profondamente legata alla Rivoluzione attraverso tre personaggi: Felipe, interpretato da Giancarlo Giannini, un italiano che si unisce ai rivoluzionari cubani nella Sierra Maestra diventando un alto militare di fiducia dei Castro; il figlio Pepe, uomo spesso intollerante e nettamente diverso dalla figura paterna, che sogna di allontanarsi da Cuba; e Jimmi, un medico che accompagnerà Pepe in un percorso alla ricerca non solo delle proprie radici, ma anche di sé stesso.
Nel viaggio verso la città di Baracoa, una delle più antiche di Cuba, Pepe e Jimmi intraprendono un percorso durante il quale emergono le loro differenze, ma che li aiuterà anche a ritrovare una propria identità, attraverso una ricerca di appartenenza, accettazione e senso di comunità.
Il Lucca Film Festival continua fino al 4 ottobre con numerosi appuntamenti che si estendono dalla mattina alla sera nel centro della città, a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti.









