MONTECATINI TERME – Sono molti i tratti in comune fra il tenore Giorgio Berrugi e il baritono Alessandro Luongo. Hanno voci importanti, carriere internazionali. Berrugi è stato definito da Domingo “uno dei miei eredi”; Luongo è uno dei baritoni preferiti dal maestro Riccardo Muti, per qualunque repertorio, da Mozart a Rossini.

Entrambi sono riconosciuti come interpreti pucciniani di spessore e, non di rado, le loro strade si incrociano nei cartelloni dei teatri maggiori in Italia e anche all’estero. Ma il vero filo rosso che li unisce è la toscanità, anzi la pisanità che, nel loro caso, fa rima con goliardia.
Una doppia intervista “lirica” al Tettuccio, in occasione del centenario della morte di Giacomo Puccini, rappresenta un’occasione unica: scoprire il lato buffo dell’opera, l’anima da “commedianti” (e burloni) di grandi artisti che nel mondo portano in alto il nome dell’opera, patrimonio immateriale dell’umanità e, quindi, della cultura italiana.
Insomma, una serata con Berrugi e Luongo non è solo un viaggio attraverso la musica di Puccini che ogni tanto li ha anche uniti: ad esempio nella co-produzione Opera di Roma e Teatro Regio di Torino de La Bohéme del 2018, andata in scena la stagione precedente proprio in Piemonte. Nel 2016, infatti, il Regio celebra il 120° anniversario dell’opera parigina di Puccini, affidandone la regia ad Alex Ollè (La Fura dels Baus). Nella ripresa romana, i ruoli principali sono affidati a tre voci toscane: Berrugi (Rodolfo) e Luongo, in alternanza con il baritono lucchese Massimo Cavalletti (il pittore Marcello). Guarda caso proprio l’opera che in buona parte Puccini compone (II e III atto) in Valdinievole resa famosa come terra della musica, insieme a Montecatini, grazie a una incredibile concentrazione di geni: Verdi, Rossini, Mascagni, Leoncavallo e Puccini, oltre al maestro lucchese.
In realtà, Puccini in Valdinievole compose anche parte de La Fanciulla del West, opera che Luongo, ad esempio, ha interpretato alla Scala sotto la direzione di Riccardo Chailly. Mentre Berrugi si è fatto conoscere nel mondo molto più come Cavaradossi, il pittore rivoluzionario di Tosca. Questo per restare solo in ambito pucciniano, appunto.
1° agosto, ore 21 Terme del Tettuccio-salone Portoghesi Giorgio Berrugi.
Fra i prossimi impegni di questi artisti, una Manon Lescaut al Regio di Torino per Luongo, Il nome della Rosa con la regia di Damiano Michieletto alla Scala per Berrugi.
Gli incontri, a ingresso gratuito, sono supportati da Esseleunga









