PISTOIA – Scrivo queste righe con la morte nel cuore perché da domenica sera ho perso un amico e un compagno fedele per 16 anni della mia vita.
Il mio amico “gatto” Romeo non c’è più: dopo 16 anni è stato portato via da un cane con il quale si è azzuffato avendo, purtroppo, la peggio. In 5 secondi è finita una amicizia e un rapporto di amore durato 16 anni.
Si sa che gatto e cane non vanno d’accordo, si sa che ogni vita ha un termine e si sa che un animale ha i suoi istinti e purtroppo la legge della natura e della vita è questa.
Ma queste mie riflessioni vogliono porre l’attenzione su una situazione purtroppo diffusa e forse sottovalutata.
Il mio amico Romeo si è trovato faccia a faccia con un cane, grande, grosso, letale: non ha avuto scampo, ma il punto non è questo.
Il punto è che purtroppo quando si sceglie di possedere un cane con caratteristiche e fisicità particolari si dovrebbe anche sapere che la responsabilità che ci si assume è moltiplicata per mille.
Il mio amico Romeo non ha avuto scampo e in una notte d’estate se n’è andato.
È vero, il proprietario del cane si è prodigato per prestare cure e soccorso al mio amico, il cane (a quanto mi dice) era legato e si è trovato muso a muso con il gatto che, spaventato, lo ha graffiato. Mi dice anche che il suo cane non tollera i gatti e che più volte, nella stessa zona, il suo animale ha mostrato agitazione alla vista dei felini.
Ma allora mi chiedo: perché sei passato da lì sapendo che ci sono gatti?
Perché se sai già che il tuo cane non tollera i gatti lo fai passeggiare tranquillamente senza museruola in una zona dove sai che i gatti ci sono?
Perché scegli un cane di questo tipo e magari lo fai vivere in un appartamento e poi lo porti magari dalla comportamentista?
Perché mi dici che in effetti il tuo cane in situazioni urbane non si sente a proprio agio?
Io amo tutti gli animali e rispetto le scelte di chiunque si assume l’onore e l’onere di possederne uno ma pretendo anche che ci sia la consapevolezza e la responsabilità di capire che il cane, soprattutto se di razze e indoli particolari (come in questo caso), può essere un’arma letale.
Il proprietario del cane ha fatto il possibile, glielo riconosco, per evitare il peggio e si è preso cura del mio povero amico portandolo addirittura a Monsummano nell’unica clinica di zona aperta la notte, facendosi carico delle spese: questa quindi non è una accusa o una condanna, ma uno spunto di riflessione ed il pensiero di chi , dopo 16 anni , ha perso un amico ed una “persona” di famiglia.
E tutto ciò comunque non cancella il fatto che se il suo cane avesse magari avuto la museruola, dal momento che stava passeggiando in una zona frequentata dagli “insopportabili felini”, sarebbe tutto finito magari con due graffi: invece è finita con la morte del mio amico.
Come ho detto io amo tutti gli animali e sono sempre dalla loro parte: quello che mi lascia però triste e sgomento, è che troppo spesso (e sicuramente non è il caso della persona in questione visto il comportamento successivo) non c’è la consapevolezza e la responsabilità da parte dei cosiddetti “padroni” di sapere gestire e governare animali che possono darti tutto l’amore del mondo ma che son pure sempre guidati da un istinto che difficilmente qualsivoglia “educazione” potrà annullare.
E la cosa sconcertante e che se io voglio adottare un animale in un rifugio o in un canile seguendo le regole vengo sottoposto ad uno “screening” completo: dove vivo, che casa ho, devo impegnarmi in mille adempimenti… invece per avere un cane di grossa taglia, magari pure appartenente ad una razza ritenuta pericolosa, magari per portarlo a vivere dentro un appartamento, vado in un allevamento pago e me lo danno senza problemi.
Questo vuole essere un appello affinché ci sia la consapevolezza che possedere ed accudire un animale implica responsabilità e maturità a prescindere ma proporzionali al tipo di animale che si sceglie di avere e che chi vive in città farebbe forse meglio a scegliere razze e stazze compatibili con la vita di appartamento.
Romeo non c’è più ed è stata la natura insita della sua specie e di quella del cane a porre termine alla sua vita.
Ma non si può più tollerare leggerezza e scontentezza nella gestione di animali che per loro stessa natura, selezione di specie, mole, temperamento e condizioni di vita possono trasformarsi in letali killer.
Ciao amico mio Romeo
Lettera firmata










