venerdì, Agosto 28, 2026

Biffoni vende come fatto ciò che non ha fatto. Lo stadio è il simbolo perfetto

di Cosimo Zecchi

Cosimo Zecchi

PRATO – C’è una storia che racconta meglio di qualsiasi analisi politica come governa Matteo Biffoni questa città. Si chiama Lungobisenzio, è lo stadio del Prato, ed è nato in un tempo che fu, con una capienza di 15.000 posti. Nel tempo, tra incuria, mancanza di visione e gestione improvvisata, è arrivato alla situazione attuale: 1.999 spettatori ammessi, una capienza da campo parrocchiale per una città che ha smesso di avere ambizioni, sportive come non.

Portarla a 3.000 era il minimo sindacale, il punto di partenza, non un traguardo da celebrare. Biffoni l’ha cavalcata in campagna elettorale, poi l’ha rivendicata come prima cosa concreta del suo terzo mandato. Bagni di folla, pacche sulle spalle, pagine di giornale. Noi nel frattempo discutevamo in consiglio della TARI, lui stava sotto, in piazza tra i tifosi. Una vera priorità sbandierata e ostentata.
La Commissione comunale ha detto ancora no: l’ampliamento resta bloccato. Carenze documentali, recinzione incompleta, piano di emergenza non aggiornato. Siamo a 1.999 posti. 

A giugno il sindaco dichiarava che quello dello stadio era “il primo traguardo che mi ero proposto di raggiungere nei tempi più rapidi possibile”, ringraziando con trasporto tutti i coinvolti. Oggi non ci sono stati ringraziamenti. Solo un’altra Commissione che ha rilevato ennesimi problemi e ha rimandato tutto a data da destinarsi.
La stessa commissione che sta bocciando un po’ tutto a Prato, quindi la riflessione è duplice: sulla commissione e sullo stato delle strutture.

La beffa ulteriore è questa: Biffoni è il sindaco-tifoso per eccellenza, quello che va allo stadio, che si emoziona, che posta le foto in curva. Una passione sbandierata a ogni occasione utile. Promesse a non finire, grandi progetti. Eppure non riesce a sbloccare una pratica burocratica

Ma io vi scrivo perché questa vicenda non è solo calcistica. È la cifra politica di un personaggio che costruisce la sua immagine quotidianamente facendo i suoi show e che poi, quando si tratta di portare a casa un risultato concreto, sparisce dietro ai tecnici, alle commissioni, ai rinvii. Prato è una città con grande potenziale sotto ogni punto di vista e che meriterebbe di avere le chances di giocarsi le sue carte. Invece assiste ogni giorno a proclami e non vede mai i fatti.

Dallo stadio da 15.000 posti a quello da 1.999, Prato ha perso pezzi di sé per decenni. Con Biffoni al terzo mandato, non è cambiato il metodo: si celebra prima e si prende atto del fallimento dopo, possibilmente senza troppo rumore.

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