mercoledì, Settembre 9, 2026

Bologna Children’s Book Fair: nel capoluogo emiliano la fiera di libri per bambini

di Giacomo Martini

BOLOGNA – Sono sessant’anni che a Bologna si tiene la fiera di libri per bambini, ragazzi e adolescenti più importante del mondo.

Si chiama “Bologna Children’s Book Fair” e l’edizione di quest’anno è iniziata lunedì 6 marzo e durerà fino a giovedì 9.

Il fatto che si svolga nei giorni feriali non è un caso: sebbene sia una manifestazione in cui 1.456 editori e stampatori di tutto il mondo espongono libri scritti (e in molti casi illustrati) per persone da 0 a 20 anni suppergiù, l’accesso è riservato solo agli addetti ai lavori.

Si tratta di fatto di una specie di enorme libreria che viene messa in piedi ogni anno per qualche giorno, offrendo inoltre la possibilità di vedere e ascoltare dal vivo tanti scrittori che presentano le proprie uscite. Per le case editrici è una importante occasione per vendere libri senza intermediari.

La fiera di Bologna somiglia di più ad altre due importanti fiere editoriali europee, quella di Francoforte, che si tiene a ottobre, e quella di Londra, ad aprile: come queste è un ritrovo internazionale per fare affari editoriali, e quindi fare proposte di vendita o acquisto di diritti di pubblicazione di un libro straniero, per incontrare faccia a faccia persone con cui si è parlato solo via email o videochiamate, e per creare i presupposti per eventuali collaborazioni future. Nei mesi precedenti alla fiera gli editor delle case editrici e gli agenti letterariche rappresentano gli autori prendono una lunga serie di appuntamenti – dal 2020 possono farlo con una piattaforma online della stessa fiera, Global Rights Exchange – e nelle giornate a Bologna sono impegnatissimi.

Spesso gli incontri durano solo 15 minuti perché ci sia tempo per tutti. Per fare un esempio, fu alla fiera di Bologna che nell’aprile del 1997 Arthur A. Levine, vicepresidente della casa editrice americana Scholastic, ricevette da Elinor Bagenal, della britannica Bloomsbury Children’s Books, la bozza di Harry Potter e la pietra filosofale, il primo dei romanzi della saga di J.K. Rowling, due mesi prima dell’uscita del libro nel Regno Unito. «È un fantasy», disse Bagenal a Levine, secondo i suoi ricordi, mettendo le mani avanti nel presentarglielo, «e so che non si legge tanto fantasy».

Levine poi lesse il romanzo in aereo, tornando negli Stati Uniti, e subito dopo averlo finito decise di comprarne i diritti.

La fiera dell’editoria di Bologna è l’unica internazionale e specializzata. «Francoforte e Londra hanno delle sezioni per ragazzi piccolissime rispetto a quello che si trova Bologna», dice Pasoli.

Come nelle altre fiere internazionali a Bologna ci sono anche gli scout letterari, che si potrebbero descrivere come gli agenti di intelligence del mondo editoriale: si occupano di scoprire quali libri stanno per uscire nei diversi paesi del mondo, capire chi è interessato a pubblicarli e perché, in quali paesi sono stati venduti e dove no, e al contempo cercano di farsi un’idea delle loro possibilità di successo leggendoli per intero o solo in parte. Poi ridistribuiscono queste informazioni ad agenti, editori e anche produttori televisivi e cinematografici con cui lavorano.

«Il nostro lavoro è capire cosa è interessante, cosa ha potenziale internazionale per chi vende i diritti», spiegano Mathilde Rimbert e Florence Lacy della London Literary Scouting, una delle agenzie di scout più importanti del mondo, «e fare una triangolazione con il tipo di libri che cercano i nostri clienti e con le nostre opinioni sui libri di cui si parla. Cerchiamo di capire cosa può funzionare e cosa no per ciascun editore e ciascun paese. E dobbiamo capirlo prima della fiera per arrivarci preparate». Le giornate in fiera sono molto concitate e stressanti, ma a Bologna meno che a Francoforte e a Londra, anche perché il mondo dell’editoria per ragazzi è più piccolo e tanti si conoscono già.

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