di Francesco Belliti
PISTOIA – Che sia Gara 5 o Gara 7, la sfida da dentro o fuori o la bella che dir si voglia, in essa risiede l’essenza del basket: la bellezza e anche la crudeltà di questo sport. Arrivare all’ultima partita della serie significa anche aver raccontato una storia dalle molteplici sfaccettature: per quanto riguarda Pistoia e Cento, un primo turno dove i toscani sembravano essersi persi e sul punto di capitolare, con gli emiliani rivelatisi la kryptonite del loro sistema di gioco fin lì al limite della perfezione. Il canestro di Jazz Johnson a 7 secondi dalla fine di Gara 4 ha infine cambiato ancora le carte in tavola: eccoci dunque al capitolo finale.

Domani sera al PalaCarrara sarà per l’ultima volta battaglia vera tra due squadre che hanno dato tutto e di più per i loro colori: chi purtroppo dovrà uscire lo farà con l’onore dei combattenti. Coach Nicola Brienza non ha potuto far altro che tenere conto di questo, presentando Gara 5.
“Ci siamo ripresi da Gara 4 – ha così esordito il coach pistoiese- Oltre allo stress fisico ed emotivo, dentro il palazzetto di Cento c’era un caldo intensissimo. Come ogni volta, bisogna resettare e tenerci le cose buone che ci sono state. Il risultato può darti energie extra, così come può colpire la fiducia degli avversari. Saccaggi? Sta bene, anche se il colpo che ha preso in Gara 2 lo sta condizionando: non ho tuttavia alcun dubbio sul contributo che ci potrà dare domani”.
Anche dal punto di vista tattico, la serie con Cento è stata una continua battaglia. La scelta di Brienza di togliere i lunghi e mettere Wheatle da 5 è tra le contromosse più spesso adottate per mettere in crisi la difesa degli uomini di coach Mecacci.
“Durante la serie ci sono stati, sia da parte nostro che da parte loro, degli accorgimenti: il punto rimane tutto sulle energie fisiche e mentali. Il fattore PalaCarrara può incidere e dare la spinta decisiva ai ragazzi. Speriamo di trovare la chiave per vincere la serie, visto che nelle quattro partite hanno inciso sempre gli episodi. Il quintetto piccolo? Può sempre tornare utile e funzionare in determinati momenti della gara. Sicuramente nell’ultimo impegno ha sparigliato le carte”.
Un altro punto rimane tra le costanti della serie: Pistoia ha tra le sue fila giocatori giovani e alla pressoché prima esperienza in questo tipo di partite. Il confronto tra le due squadre, a livello di anagrafica, è abbastanza chiaro: una media d’età di 24.9 anni per i toscani contro i 28.3 di Cento.
“Siamo la squadra più giovane di tutta l’A2 insieme a Capo d’Orlando: questo non va mai dimenticato. L’esperienza fa la differenza anche quando ci si trova a dover affrontare una partita da dentro o fuori. Il percorso dei più giovani, con tante prime volte vissute quest’anno, trova oggi lo step finale”.
Non solo Pistoia e Cento sono dovute arrivare alla bella, nel Tabellone Oro: solo Udine è riuscita a passare il turno, liberandosi in quattro gare di San Severo. Gli altri quarti, ossia Verona-Mantova e Chiusi-Treviglio, verranno decisi praticamente in contemporanea alla sfida del PalaCarrara. Anche da questo punto di vista coach Brienza ha le idee chiare.
“L’equilibrio che sta regnando nel nostro tabellone non è una sorpresa. Sapevamo del valore di Mantova e ci sta che sia riuscita a portare la serie con Verona a Gara 5. Allo stesso modo il confronto tra Chiusi e Treviglio metteva dall’inizio di fronte due squadre capaci di fare dei play-off da non comparse. Le sorprese, o almeno le presunte tali, non sono mai da escludere”.
“Fare un altro passaggio al PalaCarrara è la cosa che ci rende più felici – ha così concluso Brienza – Aldilà di come andrà la partita, domani ci godremo l’atmosfera che i tifosi pistoiesi sapranno creare. Vincere sarà un ulteriore regalo dopo le tante emozioni che la squadra ha saputo dare in questa stagione”.





