mercoledì, Settembre 9, 2026

Bus e disservizi, Capecchi: “Autolinee venga nuovamente a riferire in Commissione”

PISTOIA – Sulla vicenda della madre di Masiano costretta a portare i figli a scuola pur avendo acquistato l’abbonamento dell’autobus per entrambi i figli, 250 euro a testa, (vicenda affrontata dal nostro quotidiano online Reportpistoia) intervengono il Consigliere regionale di Fratelli Alessandro Capecchi, vicepresidente della Commissione Trasporti e la capogruppo di Fdi a Quarrata Irene Gori.

“In provincia di Pistoia, ad esempio, raccogliamo e rilanciamo la protesta di una madre di Masiano che denuncia che a fronte di 250 euro di abbonamento autobus è costretta a portare il figlio a scuola in auto perché da inizio anno, a causa di corse che vengono saltate, arriva a scuola sempre dopo l’orario di entrata della prima campanella, le 7.55. Il primo autobus, quello che dovrebbe prendere il figlio per arrivare in tempo a scuola, non si ferma perché sempre pieno” evidenziano Capecchi e Gori.

E riferiscono che l’assessore ai trasporti Baccelli si muove chiedendo chiarimenti sul trasporto pubblico ad Autolinee Toscane.

“Già una volta, AT è venuta in Commissione Trasporti, su iniziativa di Fratelli d’Italia, e ci assicurò che disservizi e ritardi sarebbero stati superati nel giro di poche settimane. In realtà, a distanza di mesi i disservizi sono aumentati, i costi sono cresciuti e i servizi vengono progressivamente tagliati oltre a fare politiche di dubbia efficacia per quanto concerne il personale. Anche i sindacati sono sul piede di guerra. Non vogliamo fare una protesta di parte nei confronti del nuovo soggetto gestore del trasporto pubblico locale, ma è evidente che la situazione stia andando fuori controllo con pendolari e studenti alla mercé di attese infinite alle fermate, di corse saltate, di mezzi iperaffollati. Chiediamo che i vertici di Autolinee Toscane venga a riferire nuovamente in Commissione presentandosi però con i dati alla mano. I disservizi si registrano a livello regionale e provinciale” concludo Capecchi e Gori.

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