di Marzio Dolfi
PISTOIA – L’intervento di Carlo Calenda ieri sera nella Galleria Vittorio Emanuele a Pistoia è stato tutto nel segno del ‘Terzo polo’ e di una politica che esca (anzi che è già uscita) dalle strettoie di destra, sinistra e centro. Una politica – ha sottolineato più volte il leader di ‘Azione’ – basata sulle cose da fare, sulle idee, sui progetti, sulla voglia di cambiare la città.

“Abbandoniamo gli schemi – ha detto – iniziamo a vedere se una cosa è bella, giusta e funzionale per il territorio e se non lo è, proviamo a cambiarla”.
Puntualissimo, Calenda ha partecipato, davanti a tanta gente, ad un incontro con la senatrice Barbara Masini, per tirare la volata a Iacopo Vespignani e alla sua lista ‘Pistoia Davvero’.
Il leader di ‘Azione’ ha rivolto la sua polemica soprattutto verso i ‘5 Stelle’, ma l’ha spalmata anche non risparmiando gli altri fronti, vedendo nella situazione attuale (basata solo sulla comunicazione più che sulla capacità di realizzare le cose) “la morte della politica.
“Ho partecipato alle elezioni di Roma e durante la campagna elettorale del primo turno ero di destra, al ballottaggio sono diventato di sinistra: questo paese ha smarrito del tutto l’idea della memoria”.

Calenda ha poi preso in esame la situazione pistoiese, con una sinistra “che dentro ha di tutto”, in una città “che è al 72° posto per vivibilità” e dove emergono problemi nella sicurezza e nel decoro urbano (“temi decisivi perchè proteggono soprattutto i più deboli”). La sua idea è quella “di una città che non si addormenta e continua a reinventarsi”. E ha sottolineato la necessità di una “politica del governare”, dove non necessariamente tutto è “ineluttabile” e dove “ci sentiamo coinvolti e non sentiamo più nostro il governo della città, se non nei momenti più drammatici”.
Appena gli passa il testimone, Iacopo Vespignani ricorda il “paradosso” di Prato candidata a ‘capitale europea del verde’ e si aggancia alla filosofia del segretario di ‘Azione’, sottolineando la necessità di “ripartire dalle competenze e dalle conoscenze. La nostra forza – aggiunge – sta nel nostro programma; noi siano il nostro programma e siamo convinti che sia il più innovativo per la città”.

Dopo aver bacchettato sinistra e destra, rilancia le ragioni del “suo” terzo Polo, “un progetto che non finisce il 12 giugno, perchè ci sarà sempre qualcuno che vorrà andare in alto”.
Vespignani traccia le linee dei suoi obbiettivi-chiave e chiude con un altro paradosso, che gli sta particolarmente a cuore e che è emerso in un recente confronto fra i candidati a sindaco sui temi sportivi: “hanno fatto un tunnel sotto la Manica, é possibile – dice – che a Pistoia non si possa fare una piscina”?
Poi un forte abbraccio fra lui e Calenda chiude il cerchio della serata.










