mercoledì, Settembre 9, 2026

Calenzano: inaugurato il memoriale dedicato alle vittime della strage del deposito Eni

CALENZANO (Ansa) – A distanza di un anno dalla strage del deposito Eni di Calenzano (Firenze), oggi l’inaugurazione di un memoriale con una targa in ricordo delle cinque vittime dell’esplosione: Davide Baronti, Franco Cirelli, Carmelo Corso, Vincenzo Martinelli e Gerardo Pepe realizzato dal Comune su proposta dell’Anmil (Associazione lavoratori mutilati e invalidi del lavoro).

Oltre un centinaio i partecipanti alla cerimonia, compresi i familiari di tre delle vittime e qualche collega, tutti visibilmente commossi.

Presenti alla scopertura del memoriale oltre al sindaco di Calenzano Giuseppe Carovani, tra gli altri, la sindaca della Città metropolitana di Firenze Sara Funaro e il presidente della Toscana Eugenio Giani.
    “Voglio ringraziare chi ha avuto l’idea di realizzare questo memoriale, l’Anmil, che fin dall’inizio è stata a fianco dell’amministrazione perché si arrivasse a creare un qualcosa che ogni anno ci consentisse di riflettere su questa tragedia e sulle tante tragedie che purtroppo costellano il nostro il Paese e anche il nostro territorio, di lavoratori che vengono uccisi sul luogo di lavoro”, ha detto Carovani, prima della lettura dei nomi delle vittime salutata con un lungo applauso. “Non possiamo abituarci agli incidenti sul lavoro – le parole dell’arcivescovo di Firenze Gherardo Gambelli, lette da don Paolo Cioni, parroco di Calenzano – rassegnarci all’indifferenza verso gli infortuni.
    Non possiamo accettare lo scarto della vita umana. Le morti e gli infortuni sono un tragico impoverimento sociale che riguarda tutti non solo le imprese e le famiglie coinvolte”.
    La vicepresidente di Anmil, Graziella Nori, ha ricordato che “l’articolo 1” della Costituzione “dice che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, ma non è possibile che si parta alla mattina e non si torni più a casa” e sottolineato l’importanza della “cultura della sicurezza”, perché “soltanto così potremo non avere più infortuni e morti bianche”.

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