mercoledì, Settembre 9, 2026

Campi Bisenzio, muore operaio di 48 anni


CAMPI BISENZIO – Un operaio di 48 anni, Giuseppe Siino, è morto alle 21 di ieri sera nel turno di lavoro.

La vittima lavorava in una azienda a Campi Bisenzio di produzione moquette e, da una prima ricostruzione dell’incidente, sembra sia rimasto intrappolato e schiacciato in un rullo.

Ancora una morte sul lavoro, la sesta in due settimane in Toscana, il terzo caso dall’inizio dell’anno nell’area vasta: il giovane Sami a Montale, Luana a Montemurlo e Giuseppe a Campi Bisenzio.

Tre vicende diverse, accomunate dal grande dolore.

“Innanzitutto ci stringiamo alla famiglia dell’operaio, colpita da una tragedia che lascia tutti scossi”, ha dichiarato il sindaco Matteo Biffoni.

In Toscana secondo i dati dell’Inail dal 2016 al 2020 ogni settimana si è registrata una morte sul lavoro e da gennaio 2021 ad oggi 25 persone hanno perso la vita lavorando.

“Numeri impressionanti, un’emergenza nazionale – aggiunge il sindaco -. Al di là dei singoli casi e delle cause sempre diverse, è evidente che serve una maggiore cultura per la sicurezza sui luoghi di lavoro”.

“Piangiamo un altro operaio morto sul lavoro. Inconcepibile, intollerabile, ingiustificabile, insopportabile” sono le parole pronunciate da Lorenzo Pancini, segretario generale della Camera del Lavoro di Prato, dopo l’ennesima tragedia in un’azienda del distretto tessile, fra Campi Bisenzio e Prato

Siino è la terza vittima dall’inizio dell’anno per schiacciamento. “E’ il terzo lavoratore, dopo Sabri e Luana, strappato a Prato agli affetti più cari, agli affetti della moglie e della figlia, a cui vanno la nostra vicinanza e solidarietà” continuano i sindacati.

“Non può essere e non si invochi la fatalità – prosegue il segretario generale della Camera del Lavoro di Prato –. Chi ha il compito di farlo accerterà eventuali responsabilità o negligenze, ma se siamo al terzo lavoratore che in nove mesi muore sul lavoro, se come cinquant’anni orsono si continua a morire per schiacciamento, è evidente che c’è stato un abbassamento nei livelli di sicurezza, è evidente che la ripresa ha imposto ritmi per cui i macchinari devono sempre girare e non bloccarsi, è evidente che i sistemi di sicurezza degli stessi macchinari non sono pienamente attivati. Tutto ciò è ancor più inaudito e insopportabile, considerando il livello raggiunto dalle tecnologie, anche per quanto riguarda la sicurezza delle macchine industriali”.

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