PISTOIA-PRATO – Il limite al prezzo dei carburanti rischia di creare una situazione di disparità tra operatori e di penalizzare le imprese che acquistano carburante sul mercato all’ingrosso. È la preoccupazione del gruppo dei rivenditori di carburanti all’Ingrosso/extrarate di Confcommercio Pistoia e Prato, che chiede di estendere il cosiddetto price cap anche al mercato extrarete.
Le principali compagnie petrolifere hanno introdotto un limite al prezzo dei carburanti sulle proprie reti. Un intervento che Confcommercio considera positivo nell’obiettivo di contenere l’impatto dei rincari sui cittadini. Il problema è che il limite non riguarda il mercato extrarete, cioè il mercato all’ingrosso dal quale si riforniscono direttamente molte imprese e anche numerosi distributori indipendenti.
“Siamo favorevoli a ogni iniziativa che possa aiutare famiglie e imprese a contenere l’impatto del caro carburanti – sottolinea Diletta Bucalossi, presidente del Sindacato Provinciale dei Rivenditori di Prodotti Petroliferi per la delegazione di Pistoia e Prato di Confcommercio – ma non possiamo ignorare una contraddizione: mentre sulle reti delle principali compagnie il prezzo viene calmierato, chi acquista carburante sul mercato extrarete continua a pagarlo alle normali condizioni del mercato all’ingrosso. Si crea così uno squilibrio che rischia di mettere in difficoltà gli operatori indipendenti e le imprese che utilizzano il carburante per la propria attività”.
L’extrarete non è infatti un mercato marginale. Attraverso questo canale vengono riforniti direttamente autotrasportatori, aziende agricole, industrie, imprese edili, cantieri, pesca, pubbliche amministrazioni e molti altri utilizzatori professionali.
Ma l’extrarete ha anche un’altra funzione importante: rifornisce una parte della rete distributiva indipendente. Le cosiddette pompe bianche e numerosi impianti con marchi indipendenti acquistano infatti il carburante sul mercato all’ingrosso, lo trasportano ai propri distributori e lo vendono agli automobilisti.
“L’esclusione dell’extrarete produce quindi un doppio problema – prosegue Bucalossi –. Da una parte, gli impianti indipendenti devono continuare ad acquistare il carburante alle normali condizioni del mercato e competere con reti che possono applicare il prezzo calmierato. Dall’altra, le imprese che utilizzano il gasolio per lavorare restano completamente esposte ai rincari. Pensiamo all’autotrasporto, all’agricoltura, all’industria e all’edilizia: per queste aziende il carburante non è una spesa accessoria, ma un vero e proprio costo di produzione”.
C’è poi un altro aspetto che rischia di essere sottovalutato: il servizio offerto dalle imprese dell’extrarete non si limita alla vendita del carburante. Queste aziende trasportano e consegnano il prodotto direttamente presso cantieri, aziende agricole, stabilimenti industriali e imprese di autotrasporto. Inoltre, spesso garantiscono ai propri clienti forme di credito commerciale, concedendo dilazioni di pagamento: “Le nostre imprese garantiscono un servizio capillare e di prossimità – spiega la presidente – e in molti casi anticipano anche il costo del carburante, permettendo alle aziende clienti di pagare successivamente. È una forma di sostegno al capitale circolante particolarmente importante in un momento in cui l’accesso al credito è sempre più selettivo. Per questo l’extrarete non può essere considerata semplicemente un canale di vendita all’ingrosso”.
Il rischio, secondo il Gruppo di Confcommercio Pistoia e Prato, è che la situazione finisca per pesare sui margini degli operatori, riducendo la loro capacità di investimento e mettendo in difficoltà soprattutto le imprese del territorio: “Non chiediamo di mettere in discussione una misura pensata per tutelare i consumatori – conclude Bucalossi – ma di evitare che la stessa misura finisca per creare una disparità all’interno della filiera. Attraverso Assopetroli, con il sostegno di Confcommercio Pistoia e Prato, chiediamo quindi alle principali compagnie petrolifere di estendere il limite di prezzo anche al comparto extrarete e al Governo di intervenire affinché questo avvenga. L’obiettivo deve essere quello di sostenere famiglie e imprese senza penalizzare gli operatori indipendenti e senza scaricare sui soli utilizzatori professionali il peso dei rincari”.







