PRATO – Il riconoscimento Igp per il Cardato Riciclato Pratese si avvicina sempre di più. Il prodotto principe della filiera tessile pratese è stato al centro, a Bruxelles, di un’intera giornata dedicata al percorso verso il marchio di Indicazione Geografica Protetta. Riconoscimento che renderebbe il Cardato Riciclato Pratese il primo prodotto Igp non alimentare.

L’iniziativa è stata organizzata nella sede della Regione Toscana a Bruxelles, alla presenza di vari esponenti istituzionali, fra i quali il governatore Eugenio Giani, gli assessori Cristina Manetti e Leonardo Marras, l’eurodeputato Dario Nardella. Fra gli interventi tecnici quelli di Luca Menesini (Comitato Europeo delle Regioni), Anne Von Zukowski (Dg Grow) e Giorgia Zia (Euratex).
L’incontro è servito a fare conoscere le peculiarità tecniche, sostenibili e artigianali del Cardato Riciclato Pratese. Un modo per spiegare all’Europa ma anche ai brand mondiali l’opportunità di dare valore a un prodotto che fa da sempre della sostenibilità la propria missione.
A prendere parte all’incontro per Crp c’era tutto il consiglio direttivo: Alessandro Sanesi, Leonardo Raffaelli, Elisa Colzi, Andrea Borelli, Maria Chiara Calamai, Niccolò Santini, Matteo Manera. Presente anche Primo Brachi del comitato tecnico scientifico.
“Essere qui è motivo di orgoglio – spiega Leonardo Raffaelli, responsabile relazioni esterne di Cardato Riciclato Pratese -. Abbiamo l’onore e la responsabilità di rappresentare una filiera con oltre 5mila addetti. Il percorso verso il riconoscimento del marchio Igp rappresenta una promessa per mantenere quell’intelligenza artigianale e per proteggere una storia di valore che ha radici antiche. Noi vogliamo farla conoscere a tutti i livelli, soprattutto ai brand mondiali, anche grazie al fondamentale supporto delle istituzioni”.
“Il nostro distretto ha bisogno di un nuovo slancio, di una nuova prospettiva, di scrivere un nuovo futuro – aggiunge il presidente di Crp, Alessandro Sanesi -. Siamo qui per raccontare quello che tutti noi sappiamo da decenni a Prato, ma che con fatica siamo riusciti a raccontare in Europa e nel mondo. Il progetto Cardato Riciclato Pratese vuole superare questa barriera, e dare il giusto valore a un prodotto veramente sostenibile. Il nostro compito sarà portato veramente a termine quando riusciremo a portare nuovi ordini e fatturato alle nostre aziende.
Fra le idee emerse durante la giornata, c’è stato anche il progetto di commissionare uno studio a università e centri di ricerca per calcolare e certificare il minore impatto ambientale del Cardato Riciclato Pratese rispetto ad altre produzioni. “Un modo – concludono i membri del direttivo di Crp -, per dare dati concreti ai brand della moda e alle associazioni ambientaliste, così da fare capire in modo inequivocabile il valore aggiunto in sostenibilità del Cardato Riciclato Pratese. Dati utili a rendere consapevoli sia i marchi della moda ma anche i consumatori finali”.
Nella conferenza la Regione Toscana ha ribadito il proprio impegno a fianco di Cardato verso il riconoscimento Igp.
“Il Cardato Riciclato è la storia di Prato – ha sottolineato l’assessora Cristina Manetti –. Oggi parliamo di economia circolare come di un concetto moderno, legato alla transizione ecologica e alla sostenibilità ambientale, ma a Prato questa storia è cominciata oltre cento anni fa. Quando in Europa si parla di circular economy, dobbiamo ricordare che i cenciaioli pratesi già allora sapevano trovare valore dove altri vedevano soltanto un rifiuto. Questa è la forza di Prato, una città che ha saputo anticipare i tempi trasformando gli stracci in nuovi tessuti, dando vita a un circolo virtuoso che continua ancora oggi”.
“Il riconoscimento IGP per il Cardato Riciclato Pratese è un obiettivo fondamentale che stiamo perseguendo con determinazione – ha dichiarato il presidente Eugenio Giani –. Siamo a Bruxelles per rafforzare questo percorso, sostenuto formalmente dalla Regione Toscana, grazie alla nuova normativa europea che estende le indicazioni geografiche anche ai prodotti artigianali e industriali. Il cardato racchiude tutto il genio pratese: la capacità di trasformare stracci e cenci in tessuti di qualità, competitivi sui mercati internazionali, facendo del recupero delle fibre un modello di economia circolare. È un patrimonio produttivo e di identità che merita di essere tutelato”. “Il lavoro di squadra tra Regione, istituzioni locali, associazioni industriali, Camera di commercio e imprese – ha concluso Giani – può portare presto al riconoscimento europeo di un prodotto che rappresenta la storia e il futuro di Prato, una delle principali realtà manifatturiere della Toscana”.



